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Santa ChiaraLa regola di vita di Santa Chiara
Santa Chiara

Francesco e Chiara sono convinti che la loro regola non è niente altro che il Vangelo: loro compendio, midollo e anima. Nella ricerca dell’orientamento della loro vita, essi s’imbattono nel Vangelo; solo il Vangelo pone termine alla loro ricerca: per questo il Vangelo è anche la prima cosa che nominano quando descrivono a parole la loro esperienza e la loro chiamata. Francesco e Chiara intendono il Vangelo come incontro con Cristo, una comunicazione dell’Altissimo, un discorso di Qualcuno a qualcuno, un testo da intendere in modo del tutto personale, che esige una risposta e un luogo sacro di incontro. Essi accolgono il testo con l’atteggiamento dei contemplativi, con intuizione e amore immedesimante. Quel testo che quotidianamente ascoltano nella Liturgia diventa parte integrante della loro vita e la parola evangelica diventa il loro modo di pensare e di parlare.
Per Francesco e Chiara il Vangelo diventa prassi di vita, esso deve trasformare il lettore e chiamarlo alla sequela di Gesù Cristo.

Dalla Regola di S. Francesco

La Regola e vita dei frati minori è questa, cioè osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità.

Dalla Regola di S. Chiara

La Forma di vita dell'Ordine delle Sorelle Povere, istituita dal beato Francesco, è questa: osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità. Le sorelle siano fermamente tenute ad avere sempre come governatore, protettore e correttore, quel cardinale della santa Chiesa romana che sarà stato assegnato ai frati minori dal signor Papa; affinché, suddite sempre e soggette ai piedi della stessa santa Chiesa, salde nella fede cattolica, osserviamo in perpetuo la povertà e l'umiltà del Signore nostro Gesù Cristo e della sua santissima Madre, e il santo Vangelo, come abbiamo fermamente promesso.

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