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Santa Chiara
Santa Chiara

Chiara nasce ad Assisi intorno al 1193 da nobile famiglia cavalleresca.

Riceve della madre Ortolana i primi rudimenti della fede, e fin da piccola si distingue per la bontà del suo vivere, che la porta a condividere i suoi beni con i poveri.

Verso il 1210 incontra Francesco, e si affida al suo consiglio, per ricercare la volontà di Dio.

La notte della Domenica delle Palme del 1211 è accolta a S. Maria degli Angeli da Francesco, che la consacra a Dio. Dopo una breve sosta in due monasteri di benedettine, è condotta a San Damiano, dove rimane fino alla morte. La fama della sua santità si sparge per le città vicine, e molte donne, attratte dal suo esempio, la seguono a San Damiano (tra cui le due sorelle e la madre).

Volendo che la sua famiglia religiosa si distinguesse con il nome della povertà, chiede ed ottiene dal Papa il ‘privilegio’ di non avere proprietà.

Nutre un intenso amore per l’Eucaristia, tanto che, pur afflitta per circa trent’anni da un grave malattia, che la confina al letto, si fa sollevare e sorreggere per filare lino per la preparazione di corporali, da inviare alle varie chiese di Assisi. In questi anni di continua sofferenza fisica, non si ode da lei una mormorazione, non un lamento, ma sempre dalla sua bocca proviene un santo conversare, sempre il ringraziamento.

Nel 1247 inizia a scrivere la Regola delle Sorelle Povere di S. Damiano, che solo due giorni prima della sua morte viene approvata da Papa Innocenzo IV.

Muore l’11 agosto 1253, e le sue ultime parole sono ancora una volta di lode e di gratitudine: «E tu Signore sii benedetto, che mi hai creata».

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