Carissimi frati dell'Osservanza, e amici tutti, voglio condividere con voi una grandissima esperienza: indovinate di cosa si tratta. Un abbraccio da Federica!
DIARIO DI BORDO:
PRIMA SETTIMANA 13 – 19 MARZO 2011
Ultimo saluto a Madrid con i caschi bianchi boliviani e.. partenza!
Il viaggio è stato infinito.. non sono riuscita a dormire.. ogni 5 minuti mi
svegliavo, ho visto scene di tutti i film che hanno mandato in onda di notte, ma non sono riuscita a vederne neanche uno per intero. Ogni tanto mi alzavo per fare qualche passeggiata per riattivare la circolazione, andavo a trovare gli altri
caschi bianchi sparsi per l'aereo che, beati loro, dormivano profondamente.
Per cena abbiamo mangiato delle “buonissime” lasagne e a colazione un panino
al prosciutto e formaggio (stranamente il mio panino era anomalo e non aveva il formaggio) il tutto accompagnato da una sottospecie di caffè (aveva solo il nome e l'odore di caffè..)!
Un'ora prima di atterrare ci hanno consegnato il foglio del visto e ci abbiamo messo un'infinità a compilarlo.. così mi sono persa tutta la vista della Cordigliera dall'alto, mannaggia!
Per rimettermi le scarpe, che avevo tolto appena salita a bordo, ho dovuto allargare al massimo i lacci e comunque mi stringevano. Avevo delle caviglie impressionanti! Atterrati.. un'ora di fila per il visto, check in di entrata per il controllo del possesso di cose naturali e.. fuoriiii!! C'erano i responsabili cileni dei progetti che ci aspettavano. Tempo di una sigaretta per i caschi blanchi fumatori e via a fare la prima riunione.
Ci hanno portato in centro, nell'ufficio di giustizia e pace della papa Giovanni dove ci hanno comunicato il nostro smistamento nelle case famiglia.
Io e Sara orfane per questa settimana.. restiamo in attesa della prossima settimana per andare a Valdivia, intanto siamo ospiti a casa di Jimmy e Doris (Doris è la sorella di Elisabeth: mamma di casa famiglia di Valdivia in cui andrò a stare!) che hanno tre figli naturali: Amanda di 4 anni, Thomas di 9 anni e Joaquin di 11.
Santiago è meravigliosamente verde, casette basse e rade, un sacco di parchetti verdi per bambini e in ogni parchetto uno scivolo, peccato solo che siano tutti inutilizzati.
Martedì siamo andati al progetto ACUARELA della Pintana (il quartiere più povero di Santiago). L'Acuarela è una struttura in cui ogni giorno vengono svolte attività per i bambini di questo quartiere. E' attuato un progetto di
prevenzione e di difesa dei diritti dei bambini. In alcuni giorni si svolgono laboratori in struttura e in altri giorni vengono effettuate le visite alle famiglie con uno psicologo e un assistente sociale per capire e conoscere nello specifico la situazione reale delle famiglie dei bimbi. Durante la settimana passano per l'Acuarela circa 160 bambini!
Una povertà sia visibile ad occhi nudi, case barricate da lamiere e strade un po' trasandate sia una povertà proprio presente nell'aria. E' una povertà all'interno di tutto il sistema, intrinseca. Abbiamo accompagnato Jimmy (uno dei responsabili del progetto) nella visita delle famiglie e ad un incrocio ha rallentato e ci ha detto: “vedete là?.. (indicando poco più avanti) due settimane fa' in una lotta tra bande hanno ucciso un ragazzo!”... ecco.. è questo tipo di povertà! Povertà del sistema. Violenza. Droga. Maltrattamenti. E nessuna reazione. Nessun aiuto da parte della polizia, anzi, appena sentono il nome del quartiere “Pintana” si riguardano bene dall'intervenire!
Mercoledì visita a Santiago per cambiare i soldi e comprare i cellulari cileni (non tutti avevano un cellulare trial band). 35° gradi! Che caldo!
E' proprio una capitale come quelle europee, nessuna differenza. Distanze esagerate, un'ora in metro per raggiungere il centro, supermercati enormi stile americano! Insomma ore ore in metropolitana! Grandi distanze! Mi da sollievo pensare che starò a Santiago solo una settimana, che questa vita frenetica non mi apparterrà!
LA LINGUA:
Per tornare a casa io, Sara e Valentina abbiamo preso un collettivo (che qui sono delle macchine con percorsi predefiniti: la struttura del taxi ma con la funzione di bus). Mentre cercavamo di parlare con l'autista del più e del meno lui ci dice: “Millocio”. Alchè nessuna delle tre capiva cosa intendesse dire. Ad un certo punto a Sara è venuto in mente che io nella borsa avevo il vocabolario.
Problema risolto! Cerchiamo la parola: non c'era!!! L'autista si mette a ridere e inizia a strofinarsi pollice e indice: gesto internazionale per farci capire che parlava di denaro! Aaah! Intendeva 1800 pesos il costo del viaggio!
Non ho parole! :-)
Questa è la prima settimana, a breve altre news da me!!
Fede