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Blog di Spazio Tau

Archivio >> Settembre 2009

Perchè hai scelto di venire alla marcia, mi è stato chiesto poprio il primo giorno di marcia francescana: "Per fare un po di silenzio e ascoltare"

e ho sentito: il freddo e il caldo, un clima di fraternità ma anche una profonda solitudine di quelle dove proprio nessuno può raggiungerti; ho sperimentato la fatica e la fame e dopo queste la gioia di condividere un pasto e quello di sdraiarsi ovunque si possa poggiare la testa; ho respirato un pò di vita di ciascuna delle persone con cui ho condiviso questa esperienza, con qualcuno ho condiviso piccoli tesori, con altri sguardi o gesti che a loro modo lasciano traccia.

Avevo portato con me delle domande, ma ho riportato a casa risposte a domande che non avevo nemmeno pensato..

E' anche vero che avevo in programma di andare altrove e poi nel giro di poche settimane ho deciso di parteciparvi: mi spaventava l'idea di "praticare la fatica" ma allo stesso tempo era proprio l'esperienza che andavo cercando: stancarmi a tal punto da non aver più spazio per pensare.

Ma quando sperimenti il silenzio e ti trovi costretto a guardarti dentro molto spesso ci si imbatte in sorprese inaspettate, belle o spiacevoli che siano.

Io non ho trovato esattamente quello che cercavo, ma sono certa che quello che ho trovato mi tornerà utile quando meno me lo aspetto.

Gia in questi mesi in più occasioni, sono tornati alla memoria alcuni momenti, ho passato in rassegna alcuni volti..

Mi riesce difficile, ora, spiegare esattamente cosa mi abbia lasciato dentro questa marcia, quello che sento è che ha molto altro ancora da dirmi.

 In queste ore vi immagino al post marcia, e mi parte un sorriso.. vi mando un saluto e un abbraccio e vi chiedo perdono per la mia assenza: in questo periodo ho molti pensieri e tutti piuttosto confusi...

Una preghiera per me se lo potete..

Vi abbraccio in Cristo

Cristina

 

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita
(Salmi 26:4)
 
AMA E DA' Parola AI TUOI PASSI..

 


Ciao sono Gabriele di Forlì

Sono uno di quei 35 giovani che ha partecipato alla marcia francescana 2009

L'hai letto il diario della marcia?

E' stato proprio come è scritto.

Se non l'hai letto cosa aspetti!?!

Questa marcia, se non sai cosa sia, è più di una vacanza!

E stato per me un'insieme di emozioni, fatica, gioie, avventura, amicizie anzi belle amicizie.

Ad ogni persona questa esperienza ha dato risposte in base alla propria ricerca.

A me infatti ha confermato il valore di ciò che sto facendo, ovvero ricercare la mia vocazione.

La risposta è quella di non fermarmi e continuare il mio cammino spirituale.

Nel periodo della marcia facevo l'accoglienza di 3 mesi nel convento dei frati minori a Villa Verucchio RN, ora ho deciso di incominciare il probandato (12mesi) ad Arco TN.

Buon Cammino a Te e non ti fermare a cercare le risposte che soddisfano la tua vita

Il Signore Ti dia Pace

Gabriele

PS. Per Fr. Ivan : nel diario molti hanno fatto commenti sui percorsi, a me sono stati perfetti anzi dimmi la verità "hai fatto apposta a sbagliare strada?

Secondo me erano corti, così hai trovato un sistema innocente per allungarli! Ciao


Dopo quasi un mese dalla mia prima marcia d' Assisi ho deciso di scrivere  ciò che mi è rimasto più impresso...

Quando sono arrivata a casa molti dei miei amici mi hanno chiesto se è stata una bella esperienza o meno; a mio parere è stata una delle più belle cose mai provate,talmente bella che è persino difficile da descrivere.

Certo la fatica è stata davvero tanta ma ne è valsa tutta; è proprio grazie alla marcia che ho potuto riflettere sulla mia fede e fare domande, ricevendo risposte, a tutte le mie incertezze. Mi ha dato una spinta in più per affrontare ogni situazione, mi ha dato prova che Gesù è davvero ovunque nel nostro quotidiano, sia nelle persone che in tutte le azioni della giornata e che basta poco per capire la sua parola ,bisogna solo mettersi in ascolto.

 Insomma è stata un esperienza indimenticabile che consiglio a tutti!!


Pioggia e arcobaleno

Scritto da: Elena Malvezzi in Cercatori di Dio on

Ciao a tutti!
Eccomi a riportare sul blog di Spazio Tau la seconda pagina del mio diario dall'Uganda, datata 18/10/08.  Buona lettura.

                        Ormai sono tre settimane che sono arrivata in Africa, ma ancora mi sembra un tempo proprio breve e mi sento in una fase di osservazione e ascolto.

State tranquilli che stavolta sarò meno lunga dell’ultima!

Questa settimana ho iniziato a lavorare nel dipartimento dell’educazione dei Comboni Samaritans. Per ora mi sono limitata a mettere in ordine gli archivi che contengono le cartelle di tutti i bambini e le bambine seguiti con vari progetti. Non avete idea di quanta carta c’è negli uffici. Fogli, documenti, pagelle, attestati, richieste, foto, raccolta di dati, … e c’era un ordine alfabetico molto relativo! Così mi sono armata di pazienza e, iniziando dalla “A”, l’ultimo giorno di lavoro della settimana sono riuscita ad arrivare alla “Z”. Ho buttato un sacco di fogli inutili, di cartelle doppie, di bambini che non sono più nel progetto. Ho messo da parte in un cassetto quei bambini e quelle bambine che hanno smesso di studiare, o perché rapiti dai guerriglieri e mai più tornati, o perché rimaste incinta o perché morti per malattie varie. Tanti volti, per ora visti solo nelle foto delle loro cartelle.

E’ stato interessante perché ho avuto modo di capire un po’ meglio come funziona questo dipartimento, di conoscere nomi e cognomi degli Acholi (qui il cognome lo si sceglie come il nome: ad esempio “Opiyo” vuole dire “primo dei gemelli” ed è il cognome che hanno tutti i primi gemelli maschi) e di lavorare con Piter che è uno dei responsabili del progetto. Pian pianino (molto pianino) sto iniziando a comunicare, e il lavorare in questo settore mi aiuta a fare un po’ pratica d’inglese. Ogni giorno sono arrivati bambini, ragazze e mamme a fare il resoconto di come sta andando il loro percorso. C’è proprio tanta gente che passa! E di fianco a noi c’è l’ufficio per la salute dei malati di aids. Anche per quella stanza ho visto passare parecchie persone, tra cui una mamma con una bimba di una settimana, minuscola e purtroppo positiva.

A metà settimana sono andata in trasferta con Masimo (non mi sono sbagliata: si scrive con una “m”) che è il responsabile dello staff del centro, con Kristine, la responsabile dell’ufficio della “Healt” e con un infermiere, in una zona a circa un’ora di macchina. È una zona in cui c’era un campo dei soldati ribelli, molto povera e in cui il problema dell’aids è davvero grande. Siamo andati perché questo infermiere la prossima settimana si trasferisce lì per portare avanti un lavoro di cura come quello che c’è al Comboni Samaritan. Abbiamo incontrato lo staff dei volontari, un dottore e un padre comboniano che seguiranno il progetto. Prima di tornare a casa siamo passati a vedere la stanza dove andrà ad abitare l’infermiere: tre metri per tre, senza finestre, senza cucina, né bagno, né niente, solo un letto con affianco dei sacchi non so contenenti cosa. Io non sono mai stata dentro una cella di una prigione, ma non riesco ad immaginarmi che possa essere più angusta di quella camera da letto, che è una stanza quasi di lusso!

Nel viaggio di ritorno, dato che erano le 14.00 e nessuno di noi aveva ancora mangiato, abbiamo preso al volo (non per modo di dire perché apri i finestrini e compri!) delle pannocchie abbrustolite: proprio buone, anche se è stato un po’ complicato mangiare dato che andare in macchina è come andare sulle montagne russe (proverò prima o poi a fare delle foto, anche se non potrò mai rendere l’idea vera). A proposito di pasti, questa settimana, mangiando con lo staff e non in cooperativa (le cucine sono separate), ho avuto la possibilità di usare una forchetta (e di non ustionarmi la mano). Ho sperimentato la Kassava che è un tubero bollito e il posho con una roba verde dentro … ho avuto qualche problema a finire il piatto, ma ce l’ho fatta! Quando ci sono riso e patate sono contenta perché i sapori sono più famigliari!

Questa settimana ha piovuto davvero tanto. Un giorno sembrava che non smettesse più e davvero quando piove qui è come se buttassero dall’alto dei secchi d’acqua. Le strade sono diventate come dei fiumi e andando in macchina avevo la sensazione di essere in canoa. Torrenti di fango e di pioggia. Ma non per questo la gente rinuncia ad andare in giro, a camminare scalza e i bimbi ad andare su e giù dalle buche, con la terra fino alle ginocchia.

Nonostante tutta questa pioggia, non mi sono ancora stancata di guardare il cielo che, a parte durante i temporali, è di un azzurro quasi accecante e le nuvole disegnano paesaggi splendidi. La luna piena della notte è abbagliante e fa una luce bellissima. Ancora non sono riuscita a vedere bene le stelle perché la luna piena fa sì che non ci sia buio.

L’altro giorno poi un arcobaleno che prendeva tutto il cielo. Non ne avevo mai visto uno così: i colori ben distinguibili: sembrava dipinto. Era immenso e sopra di lui ce ne era addirittura un altro un po’ più chiaro. Pensate a tutto il cielo che potete vedere, attraversato da un arcobaleno. Mama! Che capolavoro! Lo stesso giorno prima di tornare a casa sono andata con sr. Fernanda e Masimo a fare visita a cinque bimbi che due giorni prima hanno perso la mamma per colpa dell’aids. La più grande ha 13 anni, il più piccolo 1 neanche. Davanti alla loro capanna un po’ di gente a celebrare la morte di questa donna. Il padre sempre ubriaco fa sì che questi figli siano orfani e così a 13 anni questa bambina ora deve crescere molto in fretta. Il problema dell’alcool qui è diffuso, soprattutto per gli uomini: pare che costi meno bere che mangiare. La sera dell’anniversario dell’indipendenza dell’Uganda un uomo è caduto per terra ubriaco, è rimasto lì tutta la notte e le formiche lo hanno divorato senza che lui se ne accorgesse. Per me questo è un racconto da film dell’orrore, invece qui è la realtà di tutti i giorni. Come è quotidianità genitori che muoiono di aids lasciando figli orfani abbandonati alla strada. Spioviginava durante questa visita per la quale io non avevo parole da dire (e non tanto perché non conosco la lingua). La pioggia cadeva su di noi, su quei bambini, sul papà che non stava in piedi, sulla tomba della donna a pochi metri dalla capanna (i morti si seppelliscono vicino alle capanne). Ma alle mie spalle c’era ancora quell’arcobaleno mastodontico che ho pensato volesse dire qualcosa. È il ricordo di un’alleanza e per cui ho cercato di considerarlo come un segno di speranza. Perché davanti a questa sofferenza, la speranza e la fiducia non possono mancare, altrimenti ci perde in un non senso e nella rabbia dell’impotenza.

E’ con l’immagine di questo arcobaleno allora che voglio lasciarvi oggi, chiedendovi di pregare, soprattutto domani che è la giornata mondiale missionaria, ma anche ogni giorno, per l’Africa, per l’Uganda e per tutti quei popoli nel mondo che hanno bisogno di segni di speranza.

 

Apojo ba!

1 abbraccio

Elena

Ciao a tutti! :D

volevo ringraziare fra Giuseppe, fra Daniele, le clarisse di Forlì e le ragazze con cui ho passato quei 6 giorni assolutamente non previsti... è stata una bella sorpresa... Ho 25 anni e mai pensavo che un'esperienza con le suore di clausura mi potesse avvicinare così tanto...

E' raro capire e sentire sulla propria pelle la sensazione di "comunità".. è una cosa che pensandoci..cercavo fin da piccolina ma era diventato "normale" non avere.. sembrava una cosa per cui, purtroppo, c'è da aspettare dopo la morte...perchè "qui non è il paradiso".. Ritenevo razionale pensare che qui non ci si può illudere di sentire vicine le persone così in profondità come vorrei io.. ma pensavo (e lo sento tutt'ora) che Dio mi conosce davvero, che contiene il mio cuore, che questo è più che sufficiente..e che il resto conta poco.. ma ovviamente questa sete di paradiso rimane.. eccome....... sono davvero serena per la mia vita ma sento che qui non c'è tutto.  Provare quindi, per la prima volta, che anche qui si può fare e ci si può sentire in comuintà mi ha sollevato.. Mi ha spinto a continuare a desiderare questa cosa e a non preoccuparmi quando non la riesco a creare con gli altri.. perchè da Lassù ogni mio passo è seguito e dove non arrivo io ci arriva Lui.  Sono cotenta di avere tanto cercato.... sin da piccola questa esperienza.... tutta la fatica fatta è stata premiata abbondantemente... NON accantonate i desideri di quando eravate piccolini..!!!! quelli sono sogni benedetti di Dio.. ascoltateli perchè quelli sono quelli puri e veri.. e a 25 anni ho scoperto che non sono illusioni.

Elisabetta (Carpi -Mo)

Clarisse Forli agosto 2009


Clarisse - Forlì agosto 2009

Scritto da: Katiacarpi in Nessun Tag  on

Pace e bene!!

Volevo farvi un saluto. Spero di essere arrivata alla "finestra" giusta.

Comunque eccomi ...ce l'ho fatta!
Clap- clap (coro di applausi!)

Poco ci manca che per entrare e lasciare un messaggio in questo sito diventi più complicato che montare una cameretta comprata all'Ikea. Serve il foglio di montaggio per arrivare qui... ma tanto di cappello ai "sommi" creatori    :-)

Ma torniamo a me...ho 33 anni e  ho fatto l'eseprienza estiva con le Clarisse di Forlì ...è stata una esperienza imporante.
Ho avuto chiaro quanto siano importanti nel mio cammino di fede: la figura di Maria Santissima e la preghiera.

Maria è la Mamma che mi istruisce e mi conduce passo passo e la preghiera è la via. La preghiera è Dio Padre, è Gesù sposo, che mi indicano la strada da percorrere.
In questa esperienza, ho guardato in faccia a dei miei limiti e questo come forse sapete non è sempre piacevole. Riscoprirsi limitati, fragili,  peccatori è sempre un bello scossone. Bzzz bzzz!!!
Ma il Signore è vicino davvero a chi lo cerca con cuore sincero.  E io l'ho sentito vicino in questa estate!
Ho fatto esperienza che il mio essere cristiana forse non vuol dire essere perfetta ma essere umile. Lo avevo sentito dire ma non lo avevo sperimentato sulla pelle.
Nella mia testa c'era (e a volte c'è ancora) un'assurda e tiranna vocina che mi costringe quasi a pensare che, visto che questa società ci seduce con ogni forma di perfezione, allora anche il cristiano deve essere uno perfetto!
Avevo forse un idea di cristiano da red-carpet!
Yeah, io sono perfetta agli occhi di DIO!
Ma dove???????
Il cristiano (dicevo) non deve fare una piega e avere sempre tutto in ordine dentro e fuori.
Ma non consideravo che noi siamo frutto del peccato e quello è in noi!
Ma non è tutto....
Questa vocina sussurrava...malignamente... come se dicesse:
"tu Katia devi essere perfetta per essere cristiana e seguire Gesù"
e poi quando cado dice:
"Lo vedi che  non  sei perfetta? Non sei nessuno! Non sarai mai all'altezza di Gesù. Cosa se ne può fare Dio di te piccola imperfetta? Lascia perdere!"
(ma non sembra anche a voi la voce del serpernte?)
E così vado  alla ricerca di persone perfette. Alla ricerca della perfezione dentro di me e nel prossimo. Agouri.
Per forza che poi uno spesso è scontento se da retta a queste cattive vocine che non vengono certo da Dio Padre! Dio è amore  e non ci direbbe mai queste cose!
DIO CI AMA.

Riassumendo:
In questo ritiro estivo, Gesù mi ha fatto fare esperienza dell'imperfezione. Evidentemente anche questa imperfezione diventa ricchezza se messa nelle mani di Dio. Ricchezza per la Madre Chiesa se utilizzata per crescere nella fede. Ho forse capito che fare parte di una comunità cristiana non è essere perfetti in mezzo a perfetti. (E se fosse stato così, mamma mia ma che fatica essere cristiani!!!)
E poi mi hanno fatto pensare che:
Il primo Papa, (S.Pietro) è stato un traditore.
Uno dei più grandi evangelizzatori della storia  (S.Paolo) è stato un assassino.

Allora forse ....essere cristiani è più semplice di quel che credevo perchè è essere sè stessi ma con umiltà, è accettare sè stessi con tutti i propri limiti e se si cade poi con cuore contrito cercare Lui, correre subito da Lui per essere  guariti ed essere aiutati. Correre sempre da LUI. Ogni giorno ammalata o no. Cosciente o meno della mia malattia correre da Lui.

-Gesù, medico delle anime, sono malata, aiutami Tu!-

Umilmente voglio guardare a Gesù rialzarmi e ripartire un pò più tonica di prima. Spero! E nel mentre che facevo esperienza delle mie imperfezioni, mi sono "odiata" e vedendo poi le imperfezioni di chi mi stava attorno ho provato "odio" anche verso di loro... e allora la perfezione non esiste? No, Katia non esiste, fattene una ragione!

Gesù ci dice di amarci e di amare gli altri, accettarci così come siamo perchè Lui ci ama così copme siamo. Gesù non mi ama certo perchè sono perfetta se no starei fresca!
Allora che dire... sto provando ad amarmi per poi amare anche gli altri. Perchè nell'odio che provo per il prossimo in realtà vedevo riflesso l'odio per me stessa. Perchè non mi  accetto. Ma che fuoco dentro se sapeste! E' un misto di fuoco che brucia. Ma se è vissuto con Gesù è un fuoco che purifica per renderci sempre più capaci di amare.

Ma che sollievo, alla fine, sapere che non devo essere perfetta ma umile. Se sbaglio, se cado, chiedo scusa e mi rialzo facendo tesoro di questa caduta.
Del resto ..pensavo....ho visto in me tanta arroganza... ma se Gesù è il mio Maestro, cosa voglio ..forse essere più di LUI?
Gesù lungo la Via Crucis non ci ha certo insegnato la perfezione ma l'umiltà, Lui, Dio, Sommo Creatore del Cielo e della terra, Lui che ha creato l'uomo, LUI è caduto più di una volta, Lui  ha avuto bisogno di chi lo aiutasse a portare la croce. E io voglio essere perfetta? Mamma ...quanta strada che c'è da percorrere e che fatica!
Ma mano nella mano a Gesù e Maria è tutto più bello!

Maestro insegnami ad amarMi, insegnami ad amarTi, insegnami ad amare i miei fratelli come Tu li ami. Rabbunì, Maestro insegnami l'umiltà.

 Santa giornata a tutti . Pace a tutti.

 

Katia (Carpi - MO )

 

 

 


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