Scritto da: Davide88 in Nessun Tag on
Mag 04, 2010
Ok calma! Non so proprio come iniziare il che capita molto spesso davanti a una pagina bianca. Ok, ora che ho iniziato posso continuare. Semplicemente senza troppi giri di parole (che come avete potuto capire mi mancano al punto da non sapere come iniziare) un grazie di cuore a tutti, davvero, per la compagnia, la condivisione, la festa, i sorrisi che ogni volta trovo e che mi riempiono tantissimo. Grazie in special modo ai quattro moschettieri per la volontà, l'energia, la passione e tutte le altre cose belle che mettete nel farci fare piccoli grandi passi verso Gesù, a frate Nazzareno per la cucina impeccabile, Angela, Enrico e il piccolo Samuele anche loro per la cucina eccezionale (soprattutto Samuele) ma anche e sopratutto per la bella testiomanza di Famiglia con la F maiuscola.
Mi avevano detto che La Verna è un posto bellissimo. E in genere quando qualcuno mi dice che una cosa è bellissima il più delle volte ci resto male appena la vedo, perchè in qualche modo le mie aspettative sono sempre inevitabilmente deluse. In quel caso giustifico sia me stesso per essere rimasto deluso sia quell'altra persona per avermi deluso dicendomi: beh pazienza, la bellezza è soggettiva. (certo poi magari ho speso 10 euro per vedere un film in 3d che non ne valeva assolutamente la pena, però pazienza). Capita di rado INVECE che una cosa sia talmente bella, ma talmente TANTO bella che non te l'aspetti! E allora forse in quel caso la bellezza non è più qualcosa che va fuori moda, un po' a pelle, un po' a sentimento, legato a un determinato momento o situazione. Insomma diventa qualcosa di più universalmente condiviso, obbiettivo. Una bellezza piena, sana, pura (un po' quello che diceva suor.. suor... mi sono perso il nome da qualche parte perdon). E La Verna è davvero un posto splendido, intenso di spiritualità (dove paradossalmente fai quasi fatica a non Ascoltare) e allo stesso tempo corposo pieno di richiami, di storia, di vita.
A essere sincero, finora sono sempre stato poco interessato all'idea di visitare un luogo sacro in pellegrinaggio (si, il più delle volte, anche abbastanza scettico), non tanto per il "cammino" in sè (che apprezzo e non mi dispiace) quanto per il raggiungere la meta e ritrovarmi poi magari in un posto più turistico che altro, e diciamo che anche nel raro caso in cui l'aspetto turistico sia marginale, la cosa nel complesso non mi appassiona/ava più di tanto. Al di là del fatto che avevo intuito bene che la due giorni a La Verna non sarebbe stato un vero e proprio pellegrinaggio, mi sono ricreduto tantissimo sull'Essere in un luogo, vederlo, visitarlo, sentirlo, toccarlo con mano, su come un luogo possa in qualche modo comunicare, riempire, evocare e far percepire la forza e la bellezza della propria esperienza, della propria storia.
L'immagine di San Tommaso che tocca le piaghe di Gesù e che addirittura infila il dito nel costato trafitto (così come dipinto in modo davvero fantastico da Caravaggio, come accennava Luigi, e che sono andato di corsa a rivedere, perchè capra come sono in Arte non ce lo avevo presente) è davvero molto bella associata alla roccia aspra della Verna. Le ferite della roccia sembrano davvero ricordare in qualche modo le ferite di Gesù. E alla fine devo dire che San Tommaso, di cui ho sempre avuto profonda invidia per aver avuto la possibilità di ricredersi (e credere) tuttosommato abbastanza facilmente, oggi mi sta quasi simpatico! Ma solo perchè in fondo anche noi in questi due giorni abbiamo avuto la stessa possibilità.
Grazie ancora di cuore e alla prossima puntata! Vi abbraccio Davide.
ps.: anche sta volta ho dimenticato di fare l'in bocca al lupo per un esame, ma arrivo tardi e allora auguro davvero un "break a leg" a Silvia sperando che l'esame sia andato benone! =D