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Blog di Spazio Tau


La Verna 1-2/05/10

Scritto da: Davide88 in Nessun Tag  on

Ok calma! Non so proprio come iniziare il che capita molto spesso davanti a una pagina bianca. Ok, ora che ho iniziato posso continuare. Semplicemente senza troppi giri di parole (che come avete potuto capire mi mancano al punto da non sapere come iniziare) un grazie di cuore a tutti, davvero, per la compagnia, la condivisione, la festa, i sorrisi che ogni volta trovo e che mi riempiono tantissimo. Grazie in special modo ai quattro moschettieri per la volontà, l'energia, la passione e tutte le altre cose belle che mettete nel farci fare piccoli grandi passi verso Gesù, a frate Nazzareno per la cucina impeccabile, Angela, Enrico e il piccolo Samuele anche loro per la cucina eccezionale (soprattutto Samuele) ma anche e sopratutto per la bella testiomanza di Famiglia con la F maiuscola.

Mi avevano detto che La Verna è un posto bellissimo. E in genere quando qualcuno mi dice che una cosa è bellissima il più delle volte ci resto male appena la vedo, perchè in qualche modo le mie aspettative sono sempre inevitabilmente deluse. In quel caso giustifico sia me stesso per essere rimasto deluso sia quell'altra persona per avermi deluso dicendomi: beh pazienza, la bellezza è soggettiva. (certo poi magari ho speso 10 euro per vedere un film in 3d che non ne valeva assolutamente la pena, però pazienza). Capita di rado INVECE che una cosa sia talmente bella, ma talmente TANTO bella che non te l'aspetti! E allora forse in quel caso la bellezza non è più qualcosa che va fuori moda, un po' a pelle, un po' a sentimento, legato a un determinato momento o situazione. Insomma diventa qualcosa di più universalmente condiviso, obbiettivo. Una bellezza piena, sana, pura (un po' quello che diceva suor.. suor... mi sono perso il nome da qualche parte perdon). E La Verna è davvero un posto splendido, intenso di spiritualità (dove paradossalmente fai quasi fatica a non Ascoltare) e allo stesso tempo corposo pieno di richiami, di storia, di vita.

A essere sincero, finora sono sempre stato poco interessato all'idea di visitare un luogo sacro in pellegrinaggio (si, il più delle volte, anche abbastanza scettico), non tanto per il "cammino" in sè (che apprezzo e non mi dispiace) quanto per il raggiungere la meta e ritrovarmi poi magari in un posto più turistico che altro, e diciamo che anche nel raro caso in cui l'aspetto turistico sia marginale, la cosa nel complesso non mi appassiona/ava più di tanto. Al di là del fatto che avevo intuito bene che la due giorni a La Verna non sarebbe stato un vero e proprio pellegrinaggio, mi sono ricreduto tantissimo sull'Essere in un luogo, vederlo, visitarlo, sentirlo, toccarlo con mano, su come un luogo possa in qualche modo comunicare, riempire, evocare e far percepire la forza e la bellezza della propria esperienza, della propria storia.

L'immagine di San Tommaso che tocca le piaghe di Gesù e che addirittura infila il dito nel costato trafitto (così come dipinto in modo davvero fantastico da Caravaggio, come accennava Luigi, e che sono andato di corsa a rivedere, perchè capra come sono in Arte non ce lo avevo presente) è davvero molto bella associata alla roccia aspra della Verna. Le ferite della roccia sembrano davvero ricordare in qualche modo le ferite di Gesù. E alla fine devo dire che San Tommaso, di cui ho sempre avuto profonda invidia per aver avuto la possibilità di ricredersi (e credere) tuttosommato abbastanza facilmente, oggi mi sta quasi simpatico! Ma solo perchè in fondo anche noi in questi due giorni abbiamo avuto la stessa possibilità.

Grazie ancora di cuore e alla prossima puntata! Vi abbraccio Davide.

ps.: anche sta volta ho dimenticato di fare l'in bocca al lupo per un esame, ma arrivo tardi e allora auguro davvero un "break a leg" a Silvia sperando che l'esame sia andato benone! =D


MONTEPAOLO

Scritto da: Andro Marelli in 30 e ... dintorni on

Scusate,

qualcuno mi sa spiegare come si fa ad arrivare a Montepaolo da qui?

saluti

Andro


Due gg di quaresima

Scritto da: mara.varotto in Nessun Tag  on

Ciao ragazzi, sono appena rientrata a casa dopo una una due gg organizzata dai MITICI Frate Daniele, Frate Giuseppe, Sr.Nadia ecc.ecc.

E' stata un'esperenzia molto bella, penso sia stato molto importante per i ragazzi (età 16-18) essere stati accolti in un clima festoso come i frati sanno creare!

Dal loro essere traspare la gioia con cui hanno abbracciato la vita francescana, sono proprio di grande esempio e ti danno una gran carica!

Quindi se qualcuno ha dei dubbi, non esitate a contattarli per aderire a ritiri, campi, due gg, marce.... di sicuro non ve ne pentirete!

Dunque GRAZIE!!!!

Un abbraccio

Mara (educatrice San Vincenzo de' Paoli)


On the road !!

Scritto da: Elena Malvezzi in Cercatori di Dio on

Carissimi amici, 

per questo Natale aggiungo la pagina del mio diario datata  27 ottobre 08, ore 20:12

Agouri a Spazio Tau e a tutti gli amici

Eccomi!

Scusate il mancato week-end, ma qui si lavora e il tempo libero non è tanto! Ora da me è quasi ora di andare a letto perchè le 5.30 del mattino arrivano sempre troppo in fretta per i miei gusti, ma prima voglio raccontarvi qualcosa, altrimenti dopo accumulo troppe novità e mi tocca scrivere per ore!

La settimana scorsa è passata molto veloce e per la maggior parte del tempo sono stata in giro in macchina. Lunedì 20 era l'anniversario della morte dei 2 catechisti martiri dell'Uganda: una memoria molto importante che richiedeva una celebrazione degna di essere chiamata tale. Così sveglia alle 3 del mattino per andare a Paymol, il posto in cui sarebbe stata celebrata questa Messa. Alle 3.30 mi faccio trovare davanti alla casa dei comboniani (di fianco alla nostra), il nostro driver è già pronto e dopo poco arriva anche fratel Silver, comboniano locale. Prima di lasciare Gulu ci fermiamo all'orfanotrofio dove carichiamo 4 bambini e 3 donne che credo lavorino lì. Quindi in tutto in 10 in macchina: 2 davanti, 3 in mezzo e 5 dietro. Io sono attaccata al finestrino, di fianco ad una donna che non credo stesse troppo bene dato che ha tossito tutto il tempo (ma la mia salute ancora resiste!) E' stato un viaggio... beh, non so bene come descriverlo, però non so se lo rifarei a breve termine! Sei ore all'andata, su delle strade che continuano a sconvolgermi. Ad un certo punto ci siamo ritrovati su un sentiero in cui c'era l'erba alta più della macchina e non si vedeva davvero niente. Il tergicristalli, oltre a spostare la pioggia che dal mattino non si decideva a smettere, spostava via l'erba per permettere al driver di vedere ogni tanto un barlume di strada. Fortuna che non soffro il mal d'auto e che mi piace l'avventura, perchè davvero ci sono stati dei momenti che mi chiedevo se saremmo arrivati a destinazione! Una componente del viaggio è stato l'odore che c'era in macchina, che non so bene come condividere con una mail... però pensate che qui non usa fermarsi quando qualcuno sta male in macchina e quindi c'era un sacchetto comune che i bambini hanno condiviso per tutto il viaggio... ed era fortuna quando lo centravano! Ad ogni modo ho preferito bagnarmi un po' con la pioggia e tenere uno spiffero di finestrino aperto, che rimanere chiusa nello smell interno! Alle 10.00 ce l'abbiamo fatta e siamo arrivati, rischiando di rimanere impantanati solo una volta. La messa è iniziata alla mezza e anche se ero proprio stanca, ne è valsa la pena. Un sacco di gente, musica, gioia, balli, canti, un offertorio durato praticamente mezz'ora, in cui chi portava (un po' di tutto, dietro al Pane e al Vino) si metteva di fianco all'altare a ballare e alla fine dell'offertorio c'erano un centinaio di persone che ballavano ai piedi dell'altare. Insomma, bello.. non c'è che dire! Verso le 15.30 è finita la celebrazione e noi siamo ripartiti quasi subito. Il viaggio di ritorno sembra andare meglio, fino a quando la donna di fianco a me non inizia a soffrire il mal di macchina (...vi risparmio i particolari... ad ogni modo quando sono tornata a casa ho messo tutti i miei vestiti da lavare perchè era proprio il caso!) e per concludere la saga di quello che sarebbe meglio non succedesse, ad un certo punto troviamo sulla strada un camion impantanato, noi deviamo, e naturalmente dopo pochi metri siamo fermi anche noi... le ruote slittano e non si va nè avanti nè indietro... quindi scendi, prendi le corde, tira, spingi... tutto sotto gli occhi di 1000 bambini che stanno a vedere come vanno le cose. Tutto questo viaggio mi ha però dato l'occasione di vedere un tramonto che non posso certo raccontare o rappresentare con una foto, e dopo neanche mezz'ora, un cielo in cui la luna non c'è più: ha lasciato spazio a tutte quelle stelle che non credo di essermi mai accorta fossero così tante e così luminose!

I giorni seguenti ho continuato ad andare in giro in macchina, ma questa volta in villaggi più vicini e con due dei ragazzi che lavorano nell'education departiment. Siamo andati in comunità (qui i villaggi si chiamano così) in cui si stanno avviando nuove scuole e quindi bisognava fare un meeting con tutti gli adulti del posto e discutere sul progetto. Così dopo ore di macchina (ormai mi sono abituata, anche se ho dei lividi a causa delle botte  che prendo quotidianamente) ci sediamo su qualche sedia di paglia o di legno, in un grande cerchio formato da uomini, donne e bambini, in mezzo a capanne e animali di qualsiasi tipo (maiali, cani, galline, capre, lucertole giganti che forse non sono lucertole) e inizia una lunghissima riunione, tutta in acholi, che credo sia molto interessante dato che nessuno sembra mai dare cenni di stanchezza. Io passo il tempo a guardarmi attorno, perchè tutto quello che vedo è nuovo e mi rende curiosa. Sono sconvolta dalla quantità dei bambini che ci sono! Dicono che l'Uganda è il paese con la natalità infantile maggiore nel mondo, credo sia vero dato che non ho mai visto così tanti bambini tutti insieme! L'ultima comunità in cui sono stata è un campo profughi, non tanto diverso dagli altri villaggi, se non per il fatto che è molto più grande e ho l'impressione molto più povero (se si può calcolare in questi posti chi è più povero di altri). Cani e bambini crescono insieme e mi veniva da grattarmi al solo pensiero di tutta la sporcizia che c'era in giro. Il mondo è molto più grande rispetto a quello che noi ci possiamo immaginare! Più sto qui, più me ne rendo conto!

Oltre ad essere stata nei villaggi sono andata anche in qualche scuola ad incontrare alcuni children che il Comboni Samaritan sponsorizza. Anche le scuole sono molto diverse da quelle che noi conosciamo (ma ora lasciamo stare il capitolo scuole perchè non so dire cosa sia meglio o peggio paragonato con le nostre)!

La settimana scorsa, come dicevo, è volata e sono arrivata a venerdì piuttosto stanca, soprattutto di non capire un accidente quando la gente parla! Venerdì sera non sono tornata a casa, ma sono andata in un posto qui vicino, in cui le comboniane organizzano meeting per i giovani e corsi di formazione. Nel week-end si incontravano i CYMG (Cristian Youth Missionary Group), ossia dei ragazzi delle superiori che nelle scuole fanno da leader e gestiscono degli incontri per i loro coetanei, organizzando momenti di preghiera, riflessioni, ecc). I ragazzi e le ragazze erano 130 e davvero motivati. Un po' diverso dai nostri ritiri, ma molto interessante e arricchente! E' servito anche a me perchè si è parlato del significato di "attrarre qualcuno a Gesù" e di FAITH IN ACTION, e non si smette mai di imparare!! Anche in questo week-end canti e balli a non finire, sabato il canto finale della messa si è trasformato praticamente in un ballo collettivo! Un week-end tutto inglese, dato che nella comunità della comboniane lì c'è sr. Ciprian dal Sudan e Zigri(e qualcosa) dall'Eritrea e quindi la lingua ufficiale non può essere l'italiano. Anche tutti gli incontri sono stati in inglese e quindi forse mi ha fatto bene perchè pian piano sto iniziando non solo a capire, ma anche a formulare qualche frase di senso compiuto!

Domenica sono tornata a piedi (è vicino a dove abito io) ed è stato divertente schivare le pozzanghere di fango e scivolare tra una buca e l'atra... avevo voglia di camminare dopo tutta la macchina della settimana! 

La settimana è ricominciata e ora sto incontrando i ragazzi che devono mandare una lettera ai donatori italiani per dire come stanno. Una novità è che è arrivata per tre settimane Marina, una ragazza della mia età che lavora per l'organizzazione Good Samaritan in Italia, che finanzia alcuni dei progetti qui al Comboni Samaritan. Un po' di gioventù del mio colore non fa male! Lei mi ha dato un elenco di bambini e bambine da rintracciare, sempre per fare avere notizie a chi in Italia paghe le tasse scolastiche. Oggi è passata un'altra ragazza, Eleonora, che lavora facendo un master in un paese qui vicino, per un'altra NGO. Non ci potevo credere: 3 bianche (busunga, nella lingua locale), non suore, insieme! E' stata una bella giornata, arricchita anche dal mio primo viaggio in BODA BODA, le moto (quella che uso io è una Yamaha) che qui si usano maggiormente per spostarsi (oltre le biciclette): sono andata con Poal, il responsabile del settore delle elementari, a trovare 3 bambine. Bello andare in boda boda, anche se le buche, il fango, la polvere mangiata, mi fanno pensare che non mi ci abituerò facilmente! 

Nei miei racconti iniziano finalmente ad esserci anche le persone... ed oltre a Marina, Eleonora, Poal, ci sono anche i due Peter, James e Winnie, i ragazzi che lavorano nel dipartimento dell'educazione, Franklin una ragazza mamma della cooperativa, George l'autista con cui sto passando un sacco di tempo, Dorine una studente di infermieristica al Lacor Hospital, Florencia una ragazza sud Americana che sta lavorando per un' NGO e non posso dimenticare i miei amici del rosario: dei ragazzi dai 14 ai 20 anni e più, che tutte le sere animano la preghiera in ospedale. Ancora la relazione è all'ABC, ma sono ottimista!

Ora vi devo lasciare perchè è da un po' che non c'è la luce e le batterie del computer stanno finendo!

Alla prossima mail

Un abbraccio

Elena

 

P.S. Se qualcuno di voi è interessato ho trovato una bibliografia sull'Uganda e sul Nord dell'Uganda:

Verso il sorgere del sole, Marina Pettini, Emi 2007

Soldatini di piombo: la questione dei bambini soldato, Giulio Albanese, Feltrinelli 2005

Kop ango? Un giorno nella vita del nord Uganda, Roberto Foutolan, Marietti 2006


大家好!

Scritto da: Manuela in Nessun Tag  on

大家好! 上个周末跟你们都在一起我很高兴! 我希望再能来你们那儿!

Salve a tutti!

Ho accolto l'invito a lasciare un messaggio in cinese in questo blog e così....capite cosa c'è scritto vero? Vabbè, per evitare malintesi ve lo dico io: dopo un saluto vi ho scritto che mi ha fatto piacere essere stata con voi lo scorso finesettimana e spero di poter tornare in futuro!

Quella del ritiro per me è stata un'esperienza importante perchè da una parte mi ha dato la possibilità di conoscere la vita comunitaria dei frati stando a diretto contatto con voi il giorno prima del ritiro, e dall'altra mi ha ridato la speranza e la fiducia che nel mondo c'è ancora un po' di gente luminosa, che trasmette gioia e profondità e dalla quale traspare l'esperienza di Dio.

Tornata a Roma ho deciso di prendere la palla al balzo e sono andata, proprio ieri sera, ad un incontro dei frati minori di Roma. La mia ricerca non è finita, non sono ancora sicura che questo cammino è ciò di cui ho bisogno, ma ho come l'impressione che Qualcuno si stia servendo del ritiro che ho fatto lì a Bologna e di questo cammino che sto iniziando a Roma per portarmi in realtà da un'altra parte...e insomma, lo sappiamo che Lui è un po' enigmatico! Non mi resta che stare al gioco e aspettare pazientemente! Anche perchè già ieri sera stessa sono successe delle coincidenze che ho dei dubbi a definire "coincidenze", credo piuttosto che da lassù stiano cercando di organizzare una sorta di caccia al tesoro, e io...non vedo l'ora di trovare il tesoro!!

Spero che nessuno ci sia rimasto male quando ho detto che avevo difficoltà a capirvi a causa dell'accento molto diverso da quello a cui sono abituata, non voleva essere una critica. E d'altronde con i frati di qui non ho questo genere di problemi! =)

Non mi resta che salutarvi con l'augurio di vedervi presto, perchè anche se sono a Roma non è detto che qualche ritiro non venga a farlo lì da voi...stiamo già programmando tutto con Davide!

Un abbraccio a tutti

Manuela (purtroppo non direttamente dalla Cina come diceva fra Luigi!)


L'ALTRO? IO !

Scritto da: Davide88 in Nessun Tag  on

EBBENE SI !!! Dopo tanto girovagare tra un binario e l'altro, e dopo innumerevoli regionali cancellati di fila uno dopo l'altro così tanti da poterci fare una torre degli asinelli (giusto per restare in atmosfera bolognese) con tutti i "cancellati" piazzati a raffica sul tabellone delle partenze...finalmente le ferrovie dello stato hanno realizzato che forse era il caso di concedere un salvifico intercity bologna-parma anche a me che di tornare a casa non ne volevo proprio sapere! E dire che mi sono proprio impegnato !!! Si si... anche la Manu si è impegnata,ma niente da fare, più di 40 minuti di ritardo non è riuscita ad accumulare (a proposito sana e salva anche lei a casa da qualche parte in quel di Roma). Pazienza... sarà per la prossima volta... e poi meglio un'esperienza alla volta!

L'altro?IO! RITIRO  giovani  7-8/11/09 

Che dire? L'idea di svegliarmi un'ora più tardi sta mattina mi ha proprio stravolto, e poi senza gli uccellini che tristezza...(dovrò accontentarmi delle nutrie del torrente parma che ogni tanto sbucano fuori). A parte gli scherzi e a parte le scempiaggini che ogni tanto mi scappano dalla penna (o meglio dalla tastiera) non so proprio che scrivere. E' stata davvero un'esperienza unica ma ripetibilissima. Non mi capitava da un bel po' di entusiasmarmi così tanto per qualcosa di così breve durata, ma allo stesso tempo di così tanta intensità. Saranno stati i momenti di preghiera comunitaria, non so... o forse il faccia a faccia con dei frati così disponibili e simpatici che uno neanche se lo aspetta (che col senno di poi non capisco perchè qualcuno non dovrebbe aspettarselo - bahhh... luoghi comuni!!!)... o le belle riflessioni proposte...le tante testimonianze che ho collezionato, tutte di colori diversi, tutte belle, tutte intense, con quel leggero brio di AC (che continua a battere dentro di me)... o ancora quella sorta di veglia "sperimentale" (che ad essere sincero all'inizio sembrava di essere in un gioco di ruolo: in giro per la chiesa alla disperata ricerca della candela perduta)... o i canti tutti bellissimi con le chitarre tutti quanti in allegria (che cantavo in playback perchè per me erano tutti nuovissimi, e un po' anche perchè sono abbastanza distonato, tranne uno "Popoli tutti"... ciliegina sulla torta: è sempre stato il mio preferito da quando lo conosco)...ooo .... beh si... il cibo davvero niente male, poi la pizza di frate Bonfiglio, così buona da poter addirittura competere con la pizza siciliana.. e il San giovese (in quanto a competere con il Nero d'Avola... ne riparleremo).. e penso proprio che potrei continuare ancora per molto ed effettivamente ora mi sembra proprio di esagerare. Riassumendo??? Meglio di una pasticca di extasy in un cocktail  di gradazione 100% alcolica!!! Con l'unica differenza che almeno sono ancora vivo e magari lo sarò per un altro bel po'. Nel mio periodo di buio un gran bello spiraglio di luce. E ringrazio senz'altro il Principale (con il quale però penso di continuare a litigare ancora un po'), ma soprattutto ognuno di voi, che chi più chi meno, anche senza saperlo, tutti voi, mi avete regalato davvero tanta tanta gioia!!!

E tu !!! Io? ?? (ti chiederai)... sisi!!!... dico proprio a te!!!.... che magari sei capitato per puro caso (o magari no), che stai continuando a leggere (e mi sembra proprio difficile perchè a quest'ora ti sarai proprio rotto le scatole che è una certa), che hai resistito tenacemente (dal non tartassarmi la casella di posta di spam e quant'altro) e che.... su ammettilo... un po' di curiosità ti è proprio venuta (di come fare a mandare spam in giro per il web)... hai mai pensato a farti un giro in quel di Bologna??? magari al convento dell'Osservanza??? Si si !!! proprio quello di là.... in via dell'osservanza 88!!!... ecco bravo... intanto ti direi.... di.... NON FARTELA A PIEDI (si ringrazia a tal proposito quell'anima pia che ci ha raccattato a metà strada, mentre eravamo ancora tanto fiduciosi che mancasse poco per arrivare) ....e poi ti direi... PROVARE.... beh si in realtà una piccola offerta (ma solo se puoi)... ma in senso più lato... NON COSTA NULLA!!!

Ancora grazie grazie grazie a tutti voi e ci vediamo alla prossima!!!

Davide... da Trapani a Parma.

ps.: Si prega perdonare la mia irrispettosa intromissione in questo blog che sono sicuro abbia avuto una certa dignità (di certo superiore) prima della suddetta invasione. E chissà se qualcuno non ritornerà di nuovo per queste pagine a scarabbocchiare ancora qualcos'altro?


Accidenti alla burocrazia!!!

Scritto da: Alessandra in Amici on

Ciao Dany,

volevo aggiungere sul vostro blog una mail molto interessante scritta da alcune suore di Torino, vittime dei soliti problemi burocratici.  Credo sia un po' forte ma può aiutarci a riflettere. Che ne dite???

Ciao un bacione mi manchi tanto,

Alessandra

 

 

“Long1/2 Rif.Assicurata 050741528024,Rif.Istanza 519736899917: Comunichiamo convocazione il 04/11/2009 alle 08:30 per integrazione pratica. Per dettagli col Remetente:MININTERNO”…

In un SMS si concentra tutta l’assurdità di un “pacchetto sicurezza”… che racchiude anche noi!

Ovvero, sr Lugieta da tre anni ormai in Italia, mozambicana di Porta Palazzo, nella più totale gratuità di servizio alla “Torino Plurale”, è convocata nuovamente in Corso Verona, all'alba del 4 novembre 2009, per non chiarita integrazione pratica… che sarà?!...

… Dopo una vigilia che ci ha viste, previdenti, presso l’ingessata Cancelleria della Curia arcivescovile, a raccogliere firme e timbri, garanti di autenticità, da parte di un “pianeta ecclesiastico” piuttosto griffato, che poco ci appartiene, ma che – tuttavia – nelle ridondanze burocratiche ci è necessario…ci portiamo, allo spuntar del giorno ai cancelli della Questura, di Corso Verona, sezione immigrazione.

Veramente se ne vedono "di tutti i colori", fino al colore della vergogna, che è quello della pelle di chi è italiano e quasi non vorrebbe più esserlo, di fronte a certe espressioni di volgare disumanità, di stupidità abissale, di negazione ostinata di evidenze, di orgoglio di razza che richiama altri tempi...

Nel silenzio oscillante tra rabbia e sgomento, nell’umido di un’alba resa più fredda dallo scenario circostante, dai toni espressionisti, abbiamo visto e fotografato con gli occhi, con il cuore e con l’adrenalina a mille!

Una fiumana muta, in tensione tra rassegnazione e rivolta… inquietante, forse pericolosa?!

Giovani mamme nigeriane e marocchine con piccoli intirizziti in carrozzina, fermi ai cancelli dalle 4 del mattino, marocchini e albanesi che vivono di espedienti, fino alla "vendita del posto in coda" a 50 euro, cinesi assorti dentro il loro PC portatile, che ingannano l’attesa ignari del mondo circostante seguendo film sottotitolati dai colori taglienti, anziani di ogni lingua, pazienti e rassegnati, come vecchi cani da caccia, fieri nei ricordi…giovani coppie dell'est che si scaldano reciprocamente fra baci e massaggi ai polpacci...

Poliziotti che sembrano usciti dalle tele di Grosz, con manganello in mano e forti dei segni di un potere, contro la fiumana inerme e congelata, che ha il potere del segno… sbrodolano minacce ironiche sulle espressioni sgomente di una giovane moglie filippina, appellandola "signorina" di fronte al marito italiano, che si vergogna d’esser tale…

… Tra una coppia albanese e il cinese videodipendente, due suore, di cui una "straniera", che da tre anni lavora giorno e notte, gratuitamente, per costruire integrazione con e per la Chiesa, con e per il Comune “sta”, sospesa nel mistero di una “integrazione burocratica”: ancora le viene richiesto di “lasciare le impronte”… come se non bastassero tutti i segni seminati in tre anni di strada, in mezzo alla gente…ma le “impronte” danno più garanzia dell’impronta!... della caparbia, costante, quotidiana volontà di costruire un meglio per tutti…

E si tratta di “impronte per la Scientifica”...perché presunta potenziale delinquente...tutto fa pensare...

Che dire?!...oltre la rabbia, l’indignazione, l’impotenza di fronte alla stupidità?...

Contro i cattivi, ammesso che ce ne siano, si può combattere, ma contro gli stupidi, di cui l’esistenza è certa…che fare?!...

Non vogliamo cercare soluzioni preferenziali per le religiose o per la chiesa, che ben più potrebbe fare e dire al riguardo del pacchetto sicurezza, ma si vorrebbe semplicemente dar voce a chi non ha voce, denunciare la disumanità delle procedure burocratiche e la disorganizzazione, mista a frustrazione inacidita, dei nostri "sportelli amici"...dove si viene accolti da operatrici che maneggiano il tuo passaporto munite di guanti usa e getta, come tu fossi appestato e non si curano che tu, in coda magari da tre ore al freddo, se ti scappa la pipì sei costretto a farla in "cessi" assolutamente allucinanti...eppure ci siamo chieste: "qual è il luogo più infetto?"...le turche della Questura o il cuore umano!?...

 ...Dobbiamo poter raccontare questi flashes, perché è ora che se ne parli...anche noi...

le polemiche sui crocifissi tolti dai muri non servono...le radici cristiane dovrebbero spingerci a togliere i crocifissi dalle strade!...perché Gesù Cristo...dicono, "passasse risanando"...

Con affetto e tutta la forza di un magnificat che vorrebbe realmente “abbattere i potenti dai troni e risollevare gli umili”

 

Le Sorelle di Porta Palazzo

Torino, 4 novembre 2009


“IL CIELO IN UNA STANZA”

Scritto da: Manuel Master in Mistero in Nessun Tag  on

Le  politiche sociali servono a promuovere e garantire l’integrazione e la convivenza, perché siano rispettati tutti i diritti dell’uomo.

È un fatto importante che persone di altre culture, con altre storie, siano arrivate da noi.

Ciò cambierà - anzi lo ha già fatto ma i comportamenti di tante persone mi fanno capire che non se ne sono resi conto tutti forse…- la nostra storia e la loro, arricchirà la nostra cultura e la loro, nella misura in cui sapremo convivere, confrontarci e crescere assieme come uomini. Percui, loro hanno bisogno di noi e noi di loro!

La nostra popolazione fino a poco tempo fa viveva in una particolare compattezza di stirpe, di lingua, di cultura, di religione. Ora la facilità delle comunicazioni, la globalizzazione dei rapporti culturali ed economici sta provocando cambiamenti radicali sul pianeta. Tutti sono cittadini di tutto il mondo! Questa prospettiva porterà a benèfici risultati se ci si farà guidare dalle norme che tutelano la libertà di tutti e di ciascuno, e gli istituti fondamentali della società: matrimonio, famiglia, democrazia, religione ecc… .

La società multietnica e multiculturale deve fondarsi su valori veracemente universali.

Le diversità sono una ricchezza quando favoriscono la “convergenza”, ma i particolarismi, nella misura in cui creano chiusure, nuocciono alla convivenza comune. Questo è da tenere presente da tutti e per tutti.

La famiglia (come primo luogo di socializzazione), cellula della società, è chiamata anche ad educare alla vita sociale: al rispetto, anzi all’amore verso tutte le persone, per quanto “diverse”; al dialogo sincero, che non è appiattimento sul relativismo; al senso di responsabilità verso il bene comune; all’assunzione di responsabilità in sincero spirito di servizio. I rapporti che si instaurano in un clima cooperativo e solidale superano le divisioni ideologiche, spingendo alla ricerca di ciò che unisce al di là di quanto divide.

La scuola (come secondo luogo di socializzazione), verrebbe meno a uno dei suoi compiti fondamentali se, come vorrebbe l’attuale governo, separasse i bambini extra-comunitari da quelli italiani.

Facendo ciò, infatti, separerebbe, anzi spezzerebbe la socializzazione, non facendo incuriosire i bambini nel conoscere le proprie “differenze” di cultura, religione e soprattutto non mostrando che dietro a tante differenze c’è una cosa ancora più grande che ci unisce tutti: La natura umana che appartiene ad ognuno di noi nello stesso modo! È il nostro egoismo che porta solo alla dissipazione dell’essere “uomini”, al razzismo, al consumismo, alla noncuranza della vita e della sua dignità!

L’insegnante, così come l’educatore, non può cambiare la persona che incontra! Le storie delle persone che incontra, per cui lavora, sono date, immodificabili. Quello che l’insegnante/educatore può cambiare sono i legami che la persona intrattiene con il mondo esterno, delle cose e delle persone;

Un’altra cosa che vorrei dire, è che c’è un’economia sommersa di bontà, che sfugge a ogni rilevamento strategico e a tutti i censimenti tesi a esorcizzare le paure.

C’è un arsenale incredibile di strumenti di pace, al cui confronto l’accumulo delle testate nucleari sembra appena il grumo di terriccio scavato dalle formiche in tempo d’estate. Chi può misurare l’opera “devastante” delle innumerevoli maestre/i di scuole materne ed elementari che, con straordinaria competenza e convinzione, stanno mettendo in atto mille strategie di educazione alla pace?

Chi ce la fa a misurare la quota di rinnovamento mentale che sta scotendo le coscienze di noi giovani, e le mobilità contro l’ideologia militarista, che fa preludere a tempi in cui il sogno della pace non sarà più un’utopia ma diventerà realtà?

 “Il cielo in una stanza” deve divenire la slogan morale di ogni uomo coraggioso e di buona volontà che si batte per la pace e la tolleranza. Oggi non possiamo più vivere nel guscio rassicurante del nostro cortile.

O isolarci nei recinti delle piazzole paesane/cittadine. O chiuderci nell’ovatta sentimentale del nostro piccolo mondo. La terra è diventata un villaggio globale! Aprirsi alla mondialità significa educarsi alla convivialità delle differenze. Non solo accogliendo “in casa tua” il marocchino, l’albanese (o chicchessia), l’emarginato, il diverso, ma, soprattutto, facendolo “sedere a tavola con te”, cioè, dandogli specialmente l’aiuto per partire a ri-cominciare una vita dignitosa e garantendogli la possibilità di costruirsi un futuro che rimanga, che possa formare radici. Ognuno di noi HA PAURA delle cose che non conosce…c’è poco da fare o da stupirsi, è normale! Nella storia è sempre stato così, perché siamo sempre stati abituati a “classificarci”, non guardando in realtà all’unica cosa che non potrà mai cambiare: il nostro essere UOMINI. Certo è difficile guardare ad una persona in quanto tale, senza aggiungerci i “dati” e la storia che ha dietro e che si fa suo bagaglio di vita, ma a mio avviso, è solo così che potremo ricordarci, o forse capire per la prima volta, che - come disse Einstein alla dogana - siamo (tutti) della razza umana! Sarà solo allora che avremo la forza, io per primo, di non restare ai margini impauriti a guardare, ma sapremo avere quello sguardo, quegl’occhi, che ormai solo i bambini tra di loro hanno; quegl’occhi che fanno vibrare un caldo sole che ti accarezza, e ti contagiano di quella pace e di quella sicurezza che cerchi in ogni dove. Sì…è così! Nella lucentezza degli occhi semplici ed estasiati, come quelli dei bambini, scorgi come d’incanto gli stessi occhi di chi veramente ti vuole bene ed è pronto ad aiutarti! Solo così cesseranno i tanti episodi di violenza psicologica e fisica. È naturale che questo cammino di crescita debba essere fatto da entrambe le persone/culture che si incontrano, tutto nel reciproco rispetto!

Penso che solamente agendo in questo modo c’accorgeremo che, anche nella sua diversità, l’altro, potrà cavare dalla sua bisaccia di pellegrino un pane, forse un po’ troppo duro per i nostri denti, ma capace finalmente di placare la nostra fame di umanità. E quando avremo sperimentato che il povero, il diverso, introdotto “a tavola con me” (farlo entrare cioè nella vita quotidiana della nostra società), ci avrà restituito alla gioia di vivere, allora il cielo entrerà davvero nella nostra stanza! Certamente cammini come questo, sono una conquista che richiede riflessione, e non è definitiva ma va coltivata costantemente. Però sono fiducioso, perché ognuno di noi ha la speranza di cambiare - anche solo nel suo piccolo - le cose, e “chi spera CAMBIA la storia” (Mons. A. Bello)!

 

Una mia collega dell’Università scrisse questa frase che vorrei regalare anche a voi:

“Non voglio vivere d’istinto, voglio essere protagonista della mia esistenza, razionalmente, e conscia di ogni mio comportamento”. E’ l’augurio che faccio ad ognuno di noi! Credo che vivremo da protagonisti, solamente quando capiremo che le nostre vite, quelle di tutti, sono vite dedicate alla vita.

 

Manuel Versari


Ciao a tutte e a tutti.

Il mio parroco mi ha chiesto di scrivere qualcosa per la giornata mondiale missionaria.

Questo è il risultato dei miei pensieri.

Un abbraccio

 

elena

 

GIORNATA MONDIALE MISSIONARIA … FIN TROPPO FACILE!

 

Non è semplice riassumere tutto quello che mi passa per la mente quando sento la frase “giornata mondiale missionaria”. Una serie di idee, pensieri, provocazioni, immagini e sentimenti prendono spazio nella mia testa e, soprattutto, nel cuore.

La partenza non può che essere l’Uganda e tutto quello che ho vissuto in quelle terre in questo ultimo anno. I volti, i profumi, i colori, le storie, le vite … la storia e la vita degli Acholi. Ma il titolo di questa giornata “mondiale missionaria” mi fa anche andare oltre.

E penso al Madagascar e a Chiara tornata anche lei da poco, dopo più di due anni.

Penso al Sud Sudan e al Congo in cui in questo momento, mentre sto scrivendo, si stanno continuando a ripetere massacri contro l’umanità. E al Ruanda, al Kenya, alla Libia, al Gana, alla Nigeria, al Senegal … Poi esco dall’Africa e il pensiero arriva al Brasile e al Sud America … si sposta nell’Est Europa … continua verso l’Asia … l’Oceania … ritorna in Italia in Abruzzo, Calabria, Napoli, Sicilia …

Ma poi mi ritrovo qui: a due passi da San’Antonio, a Reggio Emilia.

E allora mi rendo conto che è fin troppo facile parlare di missione in questa “giornata mondiale missionaria”. Ci commuoviamo e siamo solidali quando sentiamo la testimonianza di chi ha vissuto in missione e di chi ci racconta una vita lontana da noi. Poi? Qualche parola, qualche raccolta fondi, qualche foto e tutto tace.

Non so a voi, ma a me tutta questa routine che si ripete in ogni occasione speciale non mi basta più.

Forse ha più senso se, parlando di “giornata mondiale missionaria”, quando usciamo dalle nostre celebrazioni e incontriamo alla porta quella “zingara” col suo bambino ci fermiamo due minuti con lei presentandoci e informandoci sulla sua vita. Se mentre siamo in centro non lasciamo nell’indifferenza chi è seduto per terra. Se ci interessiamo del perché quella famiglia africana che vive nel nostro quartiere ha lasciato la sua terra per venire in questa.

Ci proiettiamo sul “lontano” e non ci accorgiamo del “vicino”. Banalizziamo la storia e non ci chiediamo il perché il nostro quartiere, la nostra città, la nostra Nazione stanno diventando “sbarco” per tante popolazioni.

Il vescovo di Makudi (Nigeria), William Avenya, ha detto nell’aula del Sinodo Africano (che si sta svolgendo in Vaticano dal 4 al 25 ottobre): “Gli africani continuano a venire in Europa. Con tutti i mezzi, anche al prezzo di morire nel deserto o per mare, finché l’equilibrio economico e ambientale tra Africa e resto del mondo non verrà ristabilito da chi è responsabile, cioè dall’Occidente”. Aggiungerei: finché le guerre e le violenze non cesseranno, e la VERITA’ non sarà conosciuta e diffusa. E credo che questo discorso si possa estendere per tutti gli altri luoghi di missione, al di là dell’Africa.

Dietro ogni volto c’è una storia. Dietro ogni storia una famiglia. Dietro ogni famiglia un popolo, una cultura, un’origine. Una VITA che chiede di essere vissuta con dignità.

Facile parlare di “missione” oggi. Ma vi faccio una proposta: facciamolo anche domenica prossima, e quella dopo ancora … proviamo a parlarne ogni giorno. Anzi: non ne parliamo e basta. Viviamola questa missione. Non compatiamo, non biasimiamo, non giudichiamo, non escludiamo, … Chiediamoci il PERCHE’, conosciamo, informiamoci, condividiamo, accogliamo, incontriamo “alla pari”. La “mondialità” di questa giornata può essere quotidianità se siamo disposti a comprometterci e ad intessere la nostra vita con la vita dell’ALTRO.

Apwoyo!                                                                                                             

elena


Marcia '09 da divertirsi e da riflettere

Scritto da: Lorenzo Magnus in Nessun Tag  on

Ciao a tutti i marciatori!!! Siete stupendi... Per me la marcia è stata davvero stupenda. Non mi aspettavo un'esperienza così bella! Avevo un dubbio davvero grande, cioè: dove iscrivermi all'università... Davvero non sapevo cosa fare, era una scelta importantissima per la mia vita, era dura scegliere, ma grazie ai momenti di preghiera, di silenzio, di confronto, di condivisione con i frati, le suore e gli altri marciatori sono arrivato alla conclusione. Ho deciso di iscrivermi a scienze religiose, e sono davvero felice di queta scelta, penso di aver scelto una unoversità bellissima. Oltre agli aspetti spirituali dò una grande importanza anche ai momenti "da ridere e da riflettere", come le scenette, le suonate e le cantate, è stato magnifico condividere qualcosa di mio, come suonare la chitarra, con gli altri, per fargli fare un'esperienza molto positiva... Anche l'aspetto divertene ha avuto la sua parte importante, specialmente per trovare pace, vi garantisco che se ne trova tantissima in marcia; insieme alla fiducia nella provvidenza (in ciò che capita, per usare parole strane)... Questi due aspetti, spirituale e divertente, sono i motivi per la mia scelta e per una esperienza che è stata per me e per i miei fratelli marciatori stupendissimamente stupenda. Consiglio a tutti coloro che hanno una scelta importante da fare di venire in marcia. La marcia continua ancora oggi non si racchiude in soli 10 giorni. Grazie anche ai fratelli di Palagano, Monte Cenere e Frassinoro che mi hanno accompaganto e a voi che avete letto...

Il Signore vi dia Pace

Ciao!!!!!


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