
Chi è suor Romina? Ciao! Sono sr Romina Francesca, Sorella Povera del Monastero di S. Chiara, di Carpi (Mo). Sono contenta di poter condividere con quanti leggeranno queste poche righe, la mia gioia in questo tempo, che mi sta preparando ad accogliere il dono della Professione solenne, il prossimo 23 novembre, solennità di Cristo Re. Sarà un momento di grazia e di gioia grande per me e per tutti quelli che mi accompagneranno e mi saranno vicini con la loro presenza e la loro preghiera, perché il mio Sì, posto nelle mani di Gesù e trasformato dal suo Amore, possa farsi dono mio allo Sposo, per tutta la Chiesa e per il mondo. Ringrazio il Signore che da sempre mi ha chiamata a vivere con Lui, a respirare il suo amore e diventare, giorno dopo giorno, immagine di questo amore che mi nutre, per tanti fratelli e sorelle che Lui mi mette accanto e che camminano con me.
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Fin da adolescente sentivo dentro di me dei desideri grandi, in particolare avvertivo la sete d’amore, di essere amata e di riamare in un modo totale, per sempre. Riempivo il mio tempo tra la scuola, gli amici, andare a ballare o al pub, sempre alla ricerca, di qualcosa o di qualcuno che potesse riempirmi veramente e rispondere alla sete di pienezza che avevo. Ero una ragazza come ce ne sono tante, ma dentro di me nutrivo sogni grandi e cercavo la strada per realizzarli. Quando ancora ero alle superiori, ho partecipato, quasi per caso, ad un campo vocazionale con un gruppo di amici della parrocchia, ad Assisi, durante la Settimana Santa. Veramente, quello è stato il momento nel quale posso dire che, per la prima volta, ho avuto la consapevolezza di essere amata da Qualcuno più grande di tutti, da Dio, che assumeva i lineamenti del Padre. Francesco mi ha subito colpito molto perché capivo che lui aveva davvero realizzato i miei stessi desideri, di amore, di libertà vera, di gioia profonda, in una parola, di pienezza. Proprio avendo lasciato tutto e vivendo nella povertà, Francesco aveva capito qualcosa che io ancora non riuscivo a cogliere, nonostante i miei studi e il mio anticonformismo. Aveva capito il segreto del Re, che anch’io avrei piano piano scoperto anni dopo (e che ancora sto continuando a scoprire ogni giorno). |
 | Il pozzo del monastero S. Chiara di Carpi.
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Da questo campo, il Signore mi aveva lasciato nel cuore una profonda nostalgia di Lui, anche se ancora non sapevo dare un nome a quello che avvertivo, o meglio, tornata a casa ho continuato a cercare tra le cose che facevo e nella mia vita di sempre. Soltanto quando già ero all’università, studiavo lingue moderne e desideravo viaggiare, e magari andare ad abitare in Inghilterra (uno dei miei tanti amori, insieme alla letteratura, all’arte…), Gesù e il suo Vangelo si sono affacciati di nuovo alla porta del mio cuore, in un momento feriale (quindi niente visioni mistiche né viaggi intorno al mondo di nessun tipo), nella quotidianità di una S. Messa nella mia parrocchia, semplicemente, così… cogliendomi di sorpresa e facendomi provare la stessa grande gioia che avevo nel cuore quando da ragazzina avevo vissuto quel campo ad Assisi. Era Lui allora l’unico capace di donarmi quella gioia che cercavo! |  | Il monastero di S. Chiara di Carpi
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Così mi sono messa in ascolto e in ricerca e per farla breve, con l’aiuto e il sostegno del mio padre spirituale, che nel frattempo il Signore mi ha donato, delle sorelle clarisse di Carpi e degli avvenimenti della mia vita che nascondono l’impronta di Dio, ho fatto un cammino di discernimento che, dopo alcuni anni, a laurea conseguita, mi ha portata ad entrare tra le sorelle clarisse della mia città e cominciare a vivere il Vangelo, secondo l’esempio di Francesco e Chiara, due volti di una stessa ispirazione dello Spirito. Seguire il Signore Gesù è bello e dà gioia alla vita perché ne svela il senso più vero che non viene mai meno, e giorno dopo giorno posso comprendere che Lui mi è sempre accanto e come Pastore bello guida il mio cammino e mi custodisce con amore. In Lui, la preghiera e la contemplazione diventano il luogo dell’incontro con tutti i fratelli e le sorelle che ho incontrato e che ancora incontrerò. La Professione non segnerà certo la fine, ma un nuovo inizio di vita con il Signore e con l’umanità intera, e quindi mi affido anche alla vostra preghiera, perché sia capace di accogliere con gratitudine questo grande dono d’amore del Signore. sr Romina Francesca Vuoi scrivermi?Clarisse Carpi
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