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MASTER IN MISTERO ha lasciato un segno

 

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MASTER IN MISTERO

E' l'ora degli universitari: Signore, cosa vuoi che io faccia?

 

Mi chiamo Manuel Versari, sono di Meldola e sono al secondo anno di Scienze dell’Educazione a Bologna. Ho partecipato alla “missione universitaria dei giovani” di Forlì che si è svolta dal 13 al 16 ottobre, organizzata dal centro diocesano universitario della nostra diocesi e dai frati minori dell’Emilia-Romagna, inoltre ci hanno dato una mano le suore clarisse di Forlì e anche altre suore francescane sia da qui vicino che da fuori! Insomma una missione a livello nazionale si può dire…e ne approfitto per ringraziare tutte queste persone che sono state splendide e con cui è nata anche un’amicizia. GRAZIE DAVVERO!!!

Molte persone mi hanno chiesto: “Come mai hai partecipato a questa iniziativa?”, altre ancora invece mi hanno chiesto: “Cosa dovrebbe essere questo master in mistero?”.

 

Manuel Versari (quarto da sinistra) con alcuni missionari di Master in Mistero

 

 

Quando don Davide mi chiese di partecipare a questa iniziativa io gli risposi che se lo poteva scordare e che era fuori di testa, poi però mi resi conto che da un po’ di tempo la gioia della mia fede era assopita e mi dissi: “Perché non provarci? Perché non abbandonarmi completamente a questa esperienza? Cosa ho da perdere?”; e accettai.

Questo “master in mistero” è un’evangelizzazione di strada.

Una proposta DEI giovani PER i giovani!

Naturalmente sia io che i miei compagni di viaggio eravamo molto spaventati da questo primo annuncio, avevamo paura della reazione delle persone nei nostri confronti, però i frati

- che sono esperti nelle missioni - ci hanno aiutato dicendoci queste tre cose:

1)      dovete avere un po’ di faccia tosta;

2)      non dovete indottrinare nessuno;

3)      dovete portare solamente il vostro messaggio di gioia.

A me sinceramente mi ha dato anche molta fiducia una frase detta da Gesù: “Non preoccupatevi di quello che dovrete dire…”.

Lasciare tutto per una settimana, tutto quanto c’è nella nostra vita quotidiana per annunciare la gioia di condividere questo amore. Che fatica…

“MA CHI TE LO FA FARE???” ci hanno anche chiesto?

Forse ora posso dare una risposta. Vedete…le fatiche, lo sconforto che magari abbiamo anche passato in quei giorni, era tutto per quell’abbraccio di amore del Signore; un abbraccio che ti riempie e colma tutto quanto di vuoto c’è dentro di te. Bisogna provarlo per crederci altrimenti non lo si capirà mai!

Gesù Cristo è vivo per sempre, è il Signore della vita. Ogni incontro con lui nei sacramenti, ogni momento di ascolto della sua parola, ogni gesto di amore - soprattutto ogni gesto di amore - rinnova in noi la certezza della Sua presenza! Noi abbiamo vissuto proprio questo: la messa alla mattina dalle clarisse ci ha aiutato ad ascoltare la Sua parola e a metterci in comunione con Lui, il momento di confronto tra di noi subito dopo la messa ci aiutava a metterci in comunione anche tra di noi, tutto questo per poi portare con amore il nostro messaggio gioioso agli altri.

Naturalmente lo stare in mezzo a tante persone, iniziare con ognuno un rapporto - seppur breve -  aiutava anche noi a riscoprire un amore e una gioia sempre nuova!

Newton diceva: “Se vuoi essere più vicino a Dio, stai più vicino alla gente”.

Insomma noi siamo stati - come ha detto il nostro vescovo nell’omelia della messa per il mandato - i mezzi per permettere a Dio di toccare i cuori degli altri giovani!.

Come era naturale che fosse, c’è chi ha aperto il cuore alla disponibilità dell’incontro e chi no..!

Ci sono due grandi frasi di due persone splendide, uniche, che vorrei riprendere:

Madre Teresa diceva: Non importa quanto si dà, ma quanto amore si mette nel dare”.

Don Oreste Benzi diceva: “Nessuno è così ricco da non poter ricevere nulla e nessuno è così povero da non poter donare nulla!”.

Penso che oggi la gente sia affamata di gioia, di amore. Ha bisogno di qualcuno che la capisca, la rispetti e le stia vicino. C’è tanto amore dentro ognuno di noi e non dobbiamo temere di manifestarlo! Forse è stato questo il più grande insegnamento che mi ha lasciato questa missione.

Naturalmente non è finito tutto con la conclusione di questa missione…

Dal 22 Ottobre ogni mercoledì sera alle ore 21.00 presso il centro della pastorale giovanile a S. Lucia (corso della repubblica, 75), faremo un incontro noi giovani universitari su argomenti molto interessanti…aspettiamo tutti i giovani che hanno voglia di crescere nel confronto (possono venire anche quelli che hanno solo voglia di ascoltare eh…)!!

Inoltre ricordo che dal lunedì al venerdì alle 18.30 c’è la possibilità di pregare insieme con i vespri.

Risultato di tutto quello detto fino ad ora?

Una delle esperienze più belle della mia vita!!! Chi lo avrebbe mai detto….

 

Manuel Versari

 

 

 

LA TESTIMONIANZA DI FRATE ANDREA NICO

 

Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito;vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune. Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo,così anche Cristo. E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo (1Cor 12,4-7;12s).

Scelgo di iniziare queste mie brevi riflessioni con questa citazione di san Paolo, perché credo possa rappresentare bene quanto abbiamo vissuto alla missione universitaria a Forlì, organizzata dal Centro Provinciale Vocazioni dei Frati Minori e dal Centro Diocesano Universitario. Questa esperienza ha permesso, prima di tutto a noi missionari, di fare una profonda esperienza di Chiesa. Eravamo insieme religiosi e religiose, di vita attiva (Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento e Francescane dell’Immacolata di Palagano) e contemplative (le disponibilissime e materne Sorelle Povere di Forlì), sacerdoti e laici, un corpo agile ed efficace, proprio perchè completo. Quando le varie parti del popolo di Dio lavorano insieme e si scoprono indispensabili le une per le altre, il risultato può essere veramente straordinario.

 

 

 Frate Andrea con suor Maria Enrica

 

San Francesco, scrive che non esiste il frate minore perfetto, perché la perfezione è data solo dalla fraternità che riunisce i doni di ognuno; ecco allora che Forlì ha potuto conoscere, non frati perfetti, ma una bella fraternità, formata dalla cultura profonda e appassionata di Fr. Luigi, dall’estro artistico di Fr. Maurizio, dalla cortese disponibilità di Fr. Paolo (ha attratto la gente anche con la sua fisarmonica), dalle capacità organizzative di Fr. Daniele, dalla seria professionalità di Fr. Riccardo, dalla precisione di Fr. Giuseppe e dalla letizia di Fr. Michele. Per quel che mi riguarda saranno gli altri a dire se e cosa ho portato.

Infine, visto che si parla spesso di interprovincialità, lì abbiamo avuto un’ulteriore occasione per concretizzarla, grazie alla preziosa presenza di Fr. Giorgio, Fr. Stefano e Fr. Diego e Fra Beppe Prioli della Provincia veneta, che hanno ulteriormente arricchito il volto della nostra fraternità con le loro parole e il loro stile di vita. Fr Beppe ha animato una delle serate con la testimonianza circa il suo lavoro nel mondo carcerario italiano.Non possiamo misurare cosa la nostra presenza a Forlì abbia provocato (anche se abbiamo visto crescere una progressiva disponibilità ad accoglierci), ma certamente ha lasciato un segno nel nostro gruppo di missionari.

Abbiamo vissuto un tempo di grazia, per il quale dobbiamo e vogliamo lodare il Signore.

Fr. Andrea Nico  Grossi