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GESU’, IL SERVO (Mc 1,9 - 12)

 

ADORAZIONE EUCARISTICA

 

Introduzione

In questo momento di adorazione eucaristica vogliamo metterci alla presenza di Gesù eucaristia per contemplare, meditare e interiorizzare Gesù che si è fatto nostro servo, servo dell’umanità. I brani scelti vogliono aiutarci in questo. Il testo del Vangelo di Marco, il Battesimo di Gesù al Giordano, ci presenta il nostro Salvatore come colui che si è fatto servo di tutta l’umanità, condividendo in tutto la nostra condizione umana e prendendo su di sé i nostri peccati, per poterli cancellare con la sua morte in croce. Il brano della Lettera ai Filippesi che segue ci ricorda come tale servizio non è soltanto qualcosa di esteriore, ma riguarda la sua condizione di Dio: egli ha scelto di spogliarsi di se stesso per amore dell’umanità arrivando a donare la sua stessa vita per noi. Infine il passo iniziale della prima Lettera di s. Chiara ad Agnese di Boemia ci aiuta a rileggere in senso francescano e clariano il tema del servizio. Chi vuole vivere la vocazione cristiana secondo il carisma francescano trova nella povertà non semplicemente un mezzo, ma uno stile di vita che aiuta a conformarsi allo spogliamento di Cristo che da ricco si fece povero per renderci ricchi di Dio.

 

Canto di esposizione

 

Preghiera di adorazione

Noi ti adoriamo Gesù

Nel segno del pane consacrato.

Nel pane che dà la vita al mondo

Nel pane del servizio e dell’amore oblativo

Nel pane del sacrificio puro e totale

 

Noi ti adoriamo Gesù

Nel pane della resurrezione e del perdono

Nel pane come presenza di pace sicura

Nel pane elevato sul mondo come salvezza

Nel pane di comunione e di fraternità

Noi ti adoriamo Gesù

Nel pane che viene spezzato per la liberazione dell’uomo

Nel pane che toglie il peccato del mondo

Nel pane che vince il dolore e la morte

Noi ti adoriamo Gesù

Nel pane che santifica e rigenera

Nel pane esposto per la nostra contemplazione

Nel pane che continua la tua incarnazione

Nel pane che fa della nostra vita una perenne Eucaristia

 

Momento di silenzio

 

Dal Vangelo secondo Marco

Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni.

E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: << Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento>>.

E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.

 

Momento di silenzio

 

Dalla lettera ai Filippesi

(2,6-11) (recitato a cori alterni )

Cristo Gesù, pur essendo di natura divina,
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;

 

ma spogliò se stesso,
assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini;

 

apparso in forma umana, umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e alla morte di croce.

 

Per questo Dio l'ha esaltato
e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome;

perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra

e sotto terra;

 

e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore,

a gloria di Dio Padre.

 

Canone

 

Dalle Fonti Francescane (FF 2859-2866)

Alla venerabile e santissima vergine, Donna Agnese, figlia dell’esimio e illustrissimo re di Boemia, Chiara, indegna serva di Gesù Cristo ed ancella inutile (cfr Lc 17,10) delle Donne recluse del monastero di San Damiano, sua suddita in tutto e serva, si raccomanda in ogni modo con particolare rispetto, mentre augura di conseguire la gloria della eterna felicità (cfr Sir 50,5).

All’udire la stupenda fama della vostra santa vita religiosa, che non a me soltanto è giunta, ma si è sparsa magnificamente su tutta quasi la faccia della terra, sono ripiena di gaudio nel Signore e gioisco (Ab 3,18); e di questo possono rallegrarsi non soltanto io, ma tutti coloro che servono o desiderano servire Gesù Cristo.

Il motivo è questo: mentre potevate più di ogni altra godere delle fastosità, degli onori e delle dignità mondane, ed anche accedere con una gloria meravigliosa a legittimi sponsali con l’illustre Imperatore, -unione che, del resto, sarebbe stata conveniente alla vostra e sua eccelsa condizione-, tutte queste cose voi avete invece respinte, e avete preferito con tutta l’anima e con tutto il trasporto del cuore abbracciare la santissima povertà e le privazioni del corpo, per donarvi ad uno Sposo di ancor più nobile origine, al Signore Gesù Cristo, il quale custodirà sempre immacolata e intatta la vostra verginità.

Il suo amore vi farà casta, le sue carezze più pura, il possesso di Lui vi confermerà vergine. Poiché la sua potenza è più forte d’ogni altra, più larga è la sua generosità; la sua bellezza è più seducente, il suo amore più dolce ed ogni suo favore più fine. Ormai stretta nell’amplesso di Lui, Egli ha ornato il vostro petto di pietre preziose; alle vostre orecchie ha fissato inestimabili perle; e tutta vi ha rivestita di nuove e scintillanti gemme, come a primavera, e vi ha incoronata di un diadema d’oro, inciso col simbolo della santità (Sir 45,14).

Perciò, sorella carissima, o meglio signora degna di ogni venerazione, poiché siete sposa, madre e sorella del Signor mio Gesù Cristo (cfr 2Cor 11,2; Mt 12,50), insignita dello smagliante stendardo della inviolabile verginità e della santissima povertà, riempitevi di coraggio nel santo servizio che avete iniziato per l’ardente desiderio del Crocifisso povero. Lui per tutti noi sostenne il supplizio della croce (Eb 12,2), strappandoci dal potere del Principe delle tenebre (Col 1,13), che ci tratteneva avvinti con catene in conseguenza del peccato del primo uomo, e riconciliandoci con Dio Padre.

O povertà beata! A chi t’ama e t’abbraccia procuri ricchezze eterne. O povertà santa! A quanti ti possiedono e desiderano, Dio promette il regno dei cieli (cfr Mt 5,3), ed offre in modo infallibile eterna gloria e vita beata. O povertà pia! Te il Signore Gesù Cristo, in cui potere erano e sono il cielo e la terra, giacché bastò un cenno della sua parola e tutte le cose furono create (Sal 32,9; 148,5), si degnò abbracciare a preferenza di ogni altra cosa. Disse egli, infatti: Le volpi hanno le loro tane, gli uccelli del cielo i nidi, ma il Figlio dell’uomo, cioè Cristo, non ha dove posare il capo (Mt 8,20); e quando lo reclinò sul suo petto, fu per rendere l’ultimo respiro (Gv 19,30).

Se, dunque, tale e così grande Signore, scendendo nel seno della Vergine, volle apparire nel mondo come uomo spregevole, bisognoso e povero (cfr 2Cor 8,9), affinché gli uomini che erano poverissimi e indigenti, affamati per l’eccessiva penuria del nutrimento celeste-, divenissero in Lui ricchi col possesso dei reami celesti; esultate e godete molto, ripiena di enorme gaudio e di spirituale letizia (Ab 3,18).

Invero, voi, che avete preferito il disprezzo del mondo agli onori, la povertà alle ricchezze temporali, e avete affidato i vostri tesori, piuttosto che alla terra, al cielo, ove non li corrode ruggine, non li consuma il tarlo, non li scoprono né rubano i ladri (Mt 6,20), voi riceverete abbondantissima ricompensa nei cieli (Mt 5,12), e avete meritato degnamente di essere chiamata sorella, sposa e madre del Figlio dell’Altissimo Padre e della gloriosa Vergine (cfr 2Cor 11,2; Mt 12,50).

 

Breve intervento del celebrante

 

Canone

 

Padre Nostro

 

 

Benedizione Eucaristica

 

 

Canto di reposizione