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Adorazione Eucaristica

 

…”E PROSTRATISI LO ADORARONO”

“Incontrare Gesù nella Parola”

 

 

Introduzione


Questa sera, ai tuoi piedi o Gesù, vogliamo deporre le nostre difficoltà del credere, il nostro progredire lentamente e fra molte crisi alla fede autentica, affinché, con pazienza e umiltà, aiutati dalla Tua Grazia, anche noi possiamo lentamente giungere alla luminosità totale della fede.

 

Canto durante l’esposizione Eucaristica

 

Preghiera iniziale


O Signore, fa che la mia fede sia piena, senza riserve.

O Signore, fa che la mia fede sia libera.

O Signore, fa che la mia fede sia certa.

O Signore. fa che la mia fede sia forte.

O Signore, fa che la mia fede sia gioiosa.

O Signore, fa che la mia fede sia operosa.

O Signore, fa che la mia fede sia umile.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni                                  (Gv 20, 19-29)

19La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 20Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». 22Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; 23a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò».

26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 27Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!». 28Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». 29Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!».

 

Silenzio di adorazione

(può essere intervallato da un canone, da segni, dalla lettura integrale o parte del messaggio del Papa...)

 

 

Dal Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù 2011

 

Cari amici,

nel Vangelo ci viene descritta l’esperienza di fede dell’apostolo Tommaso nell’accogliere il mistero della Croce e Risurrezione di Cristo. Tommaso fa parte dei Dodici apostoli; ha seguito Gesù; è testimone diretto delle sue guarigioni, dei miracoli; ha ascoltato le sue parole; ha vissuto lo smarrimento davanti alla sua morte. La sera di Pasqua il Signore appare ai discepoli, ma Tommaso non è presente, e quando gli viene riferito che Gesù è vivo e si è mostrato, dichiara: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo” (Gv 20,25).

 

Canto

 

 

Dal Trattato dei miracoli di Tommaso da Celano (FF 834)

 

Sin dalla nascita, la ragione umana si lascia così irretire da sensazioni grossolane e da fallaci fantasie che sopraffatta da un'instabile immaginazione, è costretta qualche volta a mettere in dubbio ciò che si deve credere. Perciò non soltanto andiamo soggetti a dubbi sui fatti meravigliosi dei santi, ma spesse volte la stessa fede nelle cose della salvezza diviene oggetto di molte obbiezioni.

Un frate dell'ordine dei minori, predicatore per ufficio e di integra vita, era fermamente persuaso del miracolo delle sacre stimmate; ma un giorno egli venne preso dal tormento del dubbio intorno al miracolo del Santo. Puoi immaginare la guerra sorta nel suo animo, mentre la ragione d'un lato difende la verità, e dall'altro la fantasia suggerisce sempre il contrario. La ragione, sostenuta da molti particolari, ammette che è proprio così come si dice, e, in mancanza di ulteriori argomenti, si appoggia alla verità proposta dalla santa Chiesa. Congiurano dall'altra parte contro la credibilità del miracolo le ombre dei sensi, poiché sembra essere cosa totalmente contraria alle leggi della natura e, oltre a ciò, mai verificatasi nei secoli precedenti. Una sera, affaticato da tale ansietà, entra in cella, ormai aggrappato alla debolezza della ragione, e quanto mai scosso dalla protervia del dubbio. Ora, mentre dormiva, gli apparve san Francesco, coi piedi infangati, dal sembiante umilmente duro e pazientemente sdegnato. "Perché questo contrasto e queste incertezze in te? esclamò. Perché questi dubbi volgari? Guarda le mie mani e i miei piedi". Ma egli poteva vedere le mani trafitte, non vedeva però le stimmate dei piedi infangati. "Togli, aggiunse il Santo, il fango dai miei piedi e vedi i posti dei chiodi! ". Prendendo quegli i piedi del Santo, gli sembrò di togliere il fango e di toccar con le mani i posti dei chiodi. Subito dopo, svegliandosi, si sciolse tutto in lacrime e purificò con una pubblica confessione i sentimenti che in qualche modo gli avevano inzaccherato l'animo.

 

Silenzio di adorazione

(può essere intervallato da un canone, da segni, dalla lettura integrale o parte del messaggio del Papa...)

 

 

Dal Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù 2011

Noi pure vorremmo poter vedere Gesù, poter parlare con Lui, sentire ancora più fortemente la sua presenza. Oggi per molti, l’accesso a Gesù si è fatto difficile. Circolano così tante immagini di Gesù che si spacciano per scientifiche e Gli tolgono la sua grandezza, la singolarità della Sua persona. Pertanto, durante lunghi anni di studio e meditazione, maturò in me il pensiero di trasmettere un po’ del mio personale incontro con Gesù in un libro: quasi per aiutare a vedere, udire, toccare il Signore, nel quale Dio ci è venuto incontro per farsi conoscere. Gesù stesso, infatti, apparendo nuovamente dopo otto giorni ai discepoli, dice a Tommaso: “Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!” (Gv 20,27). Anche a noi è possibile avere un contatto sensibile con Gesù, mettere, per così dire, la mano sui segni della sua Passione, i segni del suo amore: nei Sacramenti Egli si fa particolarmente vicino a noi, si dona a noi.

 

Canto

 

Preghiera (insieme)

O Dio, tu sei il mio Dio, io ti cerco dall'alba;
di te è assetata l'anima mia, a te anela il mio corpo
languente in arida terra, senz'acqua.
Così ti ho contemplato nel santuario,
per veder la tua forza e la tua gloria.
Poiché la tua bontà vale più della vita,
le mie labbra ti loderanno.
Così ti benedirò finché io viva,
e alzerò le mani invocando il tuo nome.

(dal Salmo 63)

 

Padre nostro

 

Orazione

O Padre che raduni il tuo popolo per celebrare Colui che ha sconfitto la morte, donaci la forza del Tuo Spirito, perché, spezzati i vincoli del male, ti rendiamo il libero servizio della nostra obbedienza e del nostro amore, per regnare con Cristo nella gloria. Egli è Dio, e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

Benedizione Eucaristica

 

Canto Finale