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Una lettura orante della Passione

 


Battesimo

Si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. 5Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme.

          9In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. 10E, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. 11E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto».

 

 

 

 

Crocifissione

Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. 34Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? 35Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Ecco, chiama Elia!». 36Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce». 37Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

          38Il velo del tempio si squarciò in due, dall’alto in basso.

          39Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!».

 

 

       Il cammino di Gesù con gli uomini si fa puntuale: Mc14,1-42.  (lettura dei versi 1-2; 34-38)

Al Getsemani scegliamo come fare compagnia a Gesù:

 

“La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». 35Poi, andato un pò innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell’ora. 36E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu». 37Tornato indietro, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare un’ora sola? 38Vegliate e pregate….”

 

Complotto contro Gesù  -   L’unzione a Betania

Vogliamo essere Signore come la donna che con il profumo ti fa compagnia.

 

Canone: Ubi Caritas...

 

      Gesù il primo tra molti fratelli: Mc 14,43-72. (lettura dei versi 47-52)

Chiamati a compiere il nostro battesimo

47Uno dei presenti, estratta la spada, colpì il servo del sommo sacerdote e gli recise l’orecchio48Allora Gesù disse loro: «Come contro un brigante, con spade e bastoni siete venuti a prendermi. 49Ogni giorno ero in mezzo a voi a insegnare nel tempio, e non mi avete arrestato. Si adempiano dunque le Scritture!».

            50Tutti allora, abbandonandolo, fuggirono. 51Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono. 52Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo.”

 

L’arresto di Gesù – I rinnegamenti dei suoi amici: Pietro e Giuda

 

Vogliamo vivere il nostro battesimo per non fuggire più nudi…e stare con te Gesù!

         

Canone: Il Signore è la mia forza

 

 

 

      Chi si trova sulla direzione di Gesù: Mc 15 1-32. (Lettura dei versi 20-23)

Condividere il peso della croce

Vogliamo come il Cireneo e Francesco seguire le tue orme!

 

   20Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.21Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce. 22Condussero dunque Gesù al luogo del Gòlgota, che significa luogo del cranio, 23e gli offrirono vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.

 

La via della croce – la crocifissione tra i malfattori

Lettura “Ecco l’uomo” di K. Barth

 

Ecco l’uomo!

 


Che importa sapere come era fatta la Croce di Gesù?

Ciò che conta è conoscere che cos’era la croce di Gesù.

E io credo di essere informato esattamente su ciò.

Perché so che cos’è la mia croce.

Quella che mi piomba sulle spalle all’improvviso

                               mi fa traballare

                               mi lascia smarrito, stordito

                               mi fa protestare.

Quella che arriva inaspettata

                               assurda

                               immeritata

                               crudele

                               odiosa

                               nel momento meno opportuno.

 

Quella che mi fa gridare: «Perché doveva capitare proprio a me?».

So cos’è la mia croce. So quanto mi pesa. So quanto è ruvida. E perciò so cosa era la croce di Gesù.

Non importa la forma della croce che Gli ammaccava le spalle già solcate dai colpi della flagellazione. Quella non era che il «segno » del peso che Gli schiantava il cuore. In Gesù, infatti, si sommano i dolori, le angosce di tutti gli uomini. Le sofferenze di tutta l’umanità fanno grumo sul Suo cuore. E sulla Sua croce si abbatte il peso insopportabile della mia croce. Il peso insopportabile della croce di miliardi di creature.

«Ecco l’uomo!».

Ecco l’uomo che porta su di sé il dolore di tutti noi, suoi fratelli. Nessuna sofferenza nascosta dell’ultimo degli uomini gli è estranea.

Ecco l’uomo.

Il suo corpo diventa il continente smisurato del dolore umano.

Nessuna sofferenza è inutile. Nessuna sofferenza va perduta.

Per questo la Croce di Gesù è tanto pesante.

 

Giobbe, qualche secolo prima, aveva pestato i pugni: «Devo parlare a Dio. Ho delle rimostranze da fare a Dio» (13,3).

 

Anch’io ho delle rimostranze da fare a Dio.

Anch’io devo sottoporLo all’incalzare dei miei perché.

 

                Perché gli urli dell’operato.

                Perché i bambini che muoiono di fame.

             Perché la disperata solitudine di certi vecchi.

                Perché le vittime innocenti della violenza bestiale degli uomini.

                Perché tanti uomini sfruttati e umiliati dalla prepotente ingordigia di pochi.

                Perché l’ingiustizia, il dolore innocente, le calunnie, l’egoismo scatenato, le guerre, l’odio razziale, i bambini deformi…

                E pretendo da Dio una risposta.

                Dio deve darmi dei conti.

                Dio è obbligato a formnirmi delle spiegazioni.

                Dio deve giustificarsi.

                La risposta arriva per bocca di Pilato. Ed è una risposta profetica, nonostante la squallida figura di funzionario che la pronuncia:

                - Ecco l’uomo!

                Ecco il tuo fratello di sventura.

                Dio non è venuto ad eliminare il dolore umano. Non è venuto a presentarci un dotto trattato sulla sofferenza.

                Non ci ha portato delle spiegazioni.

                Ha fatto qualcosa di più. Qualcosa di pazzamente divino: è venuto a condividere, a partecipare, a prendere su di sé il dolore degli uomini.

                Ecco cos’è la croce. È il segno, il «sacramento» della sofferenza degli uomini, che Dio riceve, che Dio si mette sulle proprie spalle.

                E’ l’urto terribile del dolore umano che va a schiantare il cuore di Dio.

 Sulla croce di Cristo niente viene dimenticato.

                Niente va perduto ormai.

                Anche in questo senso è vero che il «Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

 

                E’ venuto a cercare il tuo dolore  inutile.

                L’ha scoperto. Se n’è impossessato.

                Ed ora avanza barcollante sotto il peso della croce.

                Ecco l’uomo!

                Ecco Colui che  porta, sopporta, porta via la nostra angoscia.


                                                                                          


      Vedere Gesù che muore è riconoscere la via della vita: Mc.15,33-39. (lettura del brano)

Vogliamo come il centurione lasciarci abbracciare da Cristo