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Home Archivio Natale 09 auguri di SPAZIO TAU

 AUGURI A TUTTI DALL'EQUIPE DI SPAZIO TAU:

 

frate Luigi,

frate Daniele

& frate Giuseppe



“Dio non ci lascia brancolare

nel buio:


si è mostrato come uomo.


Egli è tanto
grande


da potersi permettere di
diventare


piccolissimo. 



 

Dio ha assunto

un volto umano”

 

Benedetto XVI 


 

 

Alda Merini (Milano 21 Marzo 1931† 1 Novembre 2009), Poetessa[1]

 

…Domandano tutti come si fa a scrivere un libro. Si va vicino a Dio e gli si dice: «feconda la mia mente, mettiti nel mio cuore e portami via dagli altri, rapiscimi». Così nascono i libri, così nascono i poeti…

 


"L'anima è il principio del bene ed è l'occasione ultima per vivere. Il vero involucro del pensiero è l'anima: essa è insospettabile come tutte le verità che non si vedono ma che ci riempiono la vita. A volte l'anima muore e muore di fronte a un dolore, a una mancanza d'amore e soprattutto quando viene sospettata d'inganno. Ogni indugio è la premessa di un nuovo riscatto. Mi lascio andare al discorso aperto della vita a quella mano grande che ci soccorre, che è sempre amore e che è sempre indulgenza di amore. Un'anima come la mia è già nell'eternità nel senso che ha capito che il tempo non ha valore, che l'uomo non può fermare la morte ma che ha in sé una sentinella vigile che è la sua anima e con quella è consapevole dell'amarezza della vita e tornerà, se Dio vorrà, alla culla del suo Creatore”. (da L'anima innamorata)

 

 

"La vita non ha senso, anzi è la vita che ti dà un senso ,sempre che noi la lasciamo parlare, perchè prima dei poeti parla la vita, dobbiamo ascoltarla la vita. Il poeta soffre molto di più, però ha una dignità che non si difende neanche alle volte, è bello accettare anche il male. Una delle prerogative del poeta, che è anche stata la mia, è non discutere mai da che parte venisse il male l'ho accettato ed è diventato un vestito incandescente,è diventato poesia, ecco il cambiamento della materia che diventa fuoco, fuoco d'amore per gli altri anche per chi ti ha insultato" (da un’intervista)

 

“La Madre, si legò ai piedi del figlio per essere trascinata con lui sulla croce e ne venne sciolta perché continuasse a vivere nel suo dolore. Potevano uccidere anche Maria, ma Maria venne lasciata libera di vedere la disfatta di tutto il suo grande pensiero. Ed ecco che Dio dalla croce guarda la madre, ed è la prima volta che così crocifisso non la può stringere al cuore, perché Maria spesso si rifugiava in quelle braccia possenti, e lui la baciava sui capelli e la chiamava «giovane» e la considerava ragazza. Maria, figlia di Gesù... Maria non invecchiò mai, rimase col tempo della croce nei suoi lunghi capelli che le coprivano il volto.

 

lo credo, madre, che qualsiasi senso del cuore sia dentro il tuo sguardo. Come Figlio di Dio sono un bambino felice, come Gesù sono colui che camminerà con te sulle acque dell’incredulità. Io, madre, ho visto il tuo seno pieno d’obbedienza e bianco come il tuo pensiero. E io so che l’amore di Dio è impalpabile come le ali di una farfalla. Io ho creduto, madre, al tuo volto, ma ho anche creduto al Padre. Non potrebbe ingiuriarti nessuno al di fuori di quella voce che ti ha percossa come un nubifragio: l’addio del messaggero celeste.

Quante lacrime, madre, su quella tua visitazione. È stato un lavacro per tutti i peccati degli uomini, e solo Giuseppe ha creduto che il tuo mantello contenesse tanto dolore.Non ti ha mai levato di dosso quel mantello di luce, Maria, con cui Dio ti ha coperta per non far vedere che le tue spalle tremavano d’amore. Ma io, Maria, credo in te, e credendo in te credo in Lui. (da Poesie alla Madre di Dio, in  Poema della croce)

 

“In queste cadenze fragili che sono i nostri giorni meravigliosi fatti di pochissime cose di piccoli conventi di sospiro questi giorni meravigliosi dove io nego la presenza anche di Dio per non sentirmi obbligata ad amarlo. In questi giorni io vedo il sole ovunque ma non posso vedere lui che è l'unico candore della mia vita. E poi dietro lui c'è un altro uomo più grande più severo più possente un uomo che mi indica la guarigione dell'anima. Ma non credo che la mia anima sia malata se riesce ancora a piangere a sorridere a varcare le soglie di questa casa. Gesù sei certamente un poderoso mantello sei una spiaggia illimitata sei un prato che non ha mai agonie sei un fiore che si risveglia ogni mattino sei un canto sei il mio stesso sguardo. Molti mi guardano negli occhi e rimangono estatici perchè capiscono che io ti ho visto che ti ho sentito o che perlomeno qualche volta ti ho anche tradito”. (da Corpo d'amore)

 


[1] Di lei hanno detto: “È riuscita a intrecciare due dimensioni fondamentali, per la cristologia: la carnalità di Gesù, l' immagine di Cristo come lacrima di Dio che copre tutta la carne del Figlio, tutto il dolore dell' uomo; e insieme la scoperta della trascendenza nel Suo amore infinito” (Mons. G. Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura); “La vita come ricerca dell’amore è una ferita mortale, che trapassa il cuore da una parte all’altra. E attraversa l’esistenza da un giorno all’altro. Così nasce la stessa ispirazione poetica, la poiesis come sentimento della vita e del mondo, di cui la nostra città indaffarata ha estremamente bisogno per guarire la sua inutile fretta. Essa è segno di un affollamento che fatica, invece, a tessere legami di prossimità. Merini ci porge tutto questo dentro un eros dai forti tratti corporei e femminili, talvolta persino trasgressivi, un eros che però invoca sempre agàpe”. (Mons. F.G. Brambilla, Vicario episcopale per la diocesi di Milano)