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Adorazione Voc Novembre 09

 

Adorazione Eucaristica

Camminare nella luce: essere nella verità.

 

G. San Francesco ha veramente realizzato il Vangelo: ha ricevuto la rivelazione di Gesù con il cuore semplice di un bambino, prendendo alla lettera tutte le parole di Gesù che diventarono la regola della sua vita. Ed anche a quelli che lo seguirono egli non voleva dare altra regola se non le parole del Vangelo, perché per lui tutto era contenuto nel rapporto con Gesù, nel suo amore. Le stimmate che ricevette verso la fine della sua vita sono proprio il segno di questo intensissimo rapporto che lo identificava con Cristo. Francesco fu sempre piccolo, volle rimanere piccolo davanti a Dio e non accettò neppure il sacerdozio per rimanere un semplice fratello, il più piccolo di tutti, per amore del Signore. Per lui si sono realizzate in pieno le parole di Gesù:

(S) "il mio giogo è dolce e il mio carico leggero".

Quanta gioia nell'anima di Francesco, povero di tutto e ricco di tutto, che accoglieva tutte le creature con cuore di fratello, che nell'amore del Signore sentiva dolci anche le pene! Anche per noi il giogo del Signore sarà dolce, se lo riceviamo dalle sue mani.

Stasera siamo chiamati a contemplare il Signore con Francesco, il poverello d’Assisi…

(S) …un uomo che è un Sole, sorto a illuminare la Chiesa,

un uomo che ha fatto della povertà la sua sposa e della

Chiesa il suo unico amore.

 

Cel.: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.       

T.  Amen

 

Canto di esposizione

 

(S) Scongiuro tutti voi, fratelli, baciandovi i piedi e con tutto l’amore di cui sono capace, che prestiate, per quanto potete, tutta la riverenza e tutto l’onore al santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo,  nel quale tutte le cose che sono in cielo e in terra sono state pacificate e riconciliate a Dio onnipotente. Tutta l’umanità trepidi, l’universo intero tremi e il cielo esulti, quando sull’altare, nella mano del sacerdote, si rende presente Cristo, il Figlio del Dio vivo. O ammirabile altezza e degnazione stupenda! O umiltà sublime! O sublimità umile, che il Signore dell’universo, Dio e Figlio di Dio, così si umili da nascondersi, per la nostra salvezza, sotto poca apparenza di pane! Guardate, fratelli, l’umiltà di Dio, ed aprite davanti a lui i vostri cuori; umiliatevi anche voi, perché siate da lui esaltati. Nulla, dunque, di voi trattenete per voi, affinché totalmente vi accolga colui che totalmente a voi si offre.

(S. Francesco)

 

Tutti:                            Tu sei santo, Signore, solo Dio, che operi cose meravigliose.

Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo.

Tu sei re onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra.

Tu sei trino ed uno, Signore Dio degli dèi.

Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene, il Signore Dio vivo e vero.

Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza, Tu sei umiltà, Tu sei pazienza,

Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine. Tu sei sicurezza, Tu sei quiete.

Tu sei gaudio e letizia, Tu sei nostra speranza, Tu sei giustizia.

Tu sei temperanza, Tu sei tutta la nostra ricchezza a sufficienza.

Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine. Tu sei protettore, Tu sei custode e

nostro difensore.

Tu sei fortezza, Tu sei refrigerio.

Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede, Tu sei la nostra carità.

Tu sei tutta la nostra dolcezza, Tu sei la nostra vita eterna grande e

ammirabile Signore,

Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.

Adorazione silenziosa

 

G.  Ognuno di noi aspira nella propria vita ad essere libero e felice, ma quanti di noi pensano di esserlo e in verità non lo sono?  Quanti di noi rincorrono questa dimensione chissà dove,  senza sapere che ogni giorno è il giorno giusto per cambiare?  E quanti altri pensano di essere «arrivati»  e credono di «essere» qualcuno, quando invece non sono?

(S) Francesco, “pecorella del Signore” era così…!

1L. Così come chiunque guarda la vita  con il filtro dell’amor di sé e del possesso;  così come chiunque vive la vita  con il filtro dell’interesse giustificato da salvaguardare; così come chi rincorre la vita e non la vive. E si piange di fronte a vite spezzate; e si riflette di fronte ad omicidi consueti d’ogni giorno, perché:

(S) «…tanto, io che ci posso fare?»

1L. Francesco era così, era proprio come me, era proprio come te… il Re delle feste… quello che si deve divertire, che non deve pensare, ci sarà tempo per farlo…!

E bisogna divertirsi, perché tanto arriverà il giorno in cui non lo si potrà più fare.

(S) Tutti devono divertirsi…!

1L. E le feste di Francesco erano belle e divertenti tra vino, canti e tante risa…! E le feste di Francesco erano per stare assieme a Francesco e ognuno per stare assieme agli altri… (proprio come oggi, vero?) …!

(S) Francesco era davvero il Re delle feste!! E non riusciva a non esserlo!  Non poteva impedirlo a se stesso!

 

1L. E com’era amato Francesco, e com’era ricercato Francesco… «…non preoccupiamoci stasera, tanto c’è Francesco che ci fa divertire e mangiare!». Francesco era un sogno per tutti quelli che lo conoscevano; come sono tanti sogni per noi tutte quelle persone che hanno qualcosa in più di noi,  forse la macchina, forse una casa, forse un bel conto in banca, forse una fidanzata bellissima, forse la possibilità di comprarsi tutto, forse la fortuna di avere tutto, forse il successo, forse la grazia di non dover mai lavorare e sudare,  …che vita!!! E chi ci risponde a questa domanda  è proprio il re delle feste, Francesco che…abbracciando  l’amore degli occhi  di un crocefisso  e l’amore di un Padre fedele  amorevolmente innamorato dei propri figli,  trova la  VITA!

 

Francesco parla al cuore di ognuno di noi:

(S) “Eccomi a voi, fratelli, sono qui a parlarvi, a dirvi quanto amore si è acceso in me quando ho incontrato l’Amore. Anch’io, con voi, davanti al crocifisso. Mi viene in mente l’inizio della mia storia… Io, Francesco, come voi, ho sperimentato ad un certo punto della vita un richiamo, una gioia profonda… Eccomi qui, come allora. Passo accanto alla chiesa di San Damiano, quasi in rovina e abbandonata da tutti. Lo spirito mi conduce dentro quella chiesa, a pregare… Mi prostro davanti al crocifisso, sono toccato dalla sua grazia, mi ritrovo cambiato… Provo una sensazione inspiegabile, forte, mai avvertita prima. All’improvviso quell’immagine di Cristo in croce dal dipinto mi parla e mi dice: “Francesco, va’, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina”. E’ per me un invito chiaro, un richiamo… Prima vivevo nelle ricchezze, nei divertimenti, nella sicurezza. Ora mi accorgo che mi manca la vera ricchezza, cioè la povertà… E mi innamoro perdutamente della povertà”.

 

Canto e offerta dell’incenso al crocifisso di S. Damiano

 

G.  Proviamo ad immaginare che questo crocifisso, che ora è qui davanti a noi, ci rivolga lo stesso invito fatto a Francesco: “va’, ripara la mia casa..” Quale sarebbe la nostra risposta? Forse può aiutarci a capirlo la risposta che, prima di noi, qualcun altro ha dato a Gesù:

 

2L.  Dalla Prima lettera di Giovanni (1, 1-10)

Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita (poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi), quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta.
Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che ora vi annunziamo: Dio è luce e in lui non ci sono tenebre. Se diciamo che siamo in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, mentiamo e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato. Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la
verità non è in noi. Se riconosciamo i nostri peccati, egli che è fedele e giusto ci perdonerà i peccati e ci purificherà da ogni colpa. Se diciamo che non abbiamo peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.

2L. La risposta di Giovanni  è un invito a camminare nella gioia e nella luce a vedere nel crocifisso una lampada che illumina le nostre tenebre.’…E noi cosa rispondiamo a Gesù? Ci rattristiamo e andiamo via, perché siamo troppo attaccati a tutto ciò che abbiamo, o siamo disposti a lasciare tutto per seguirlo ed amarlo, senza riserve, senza incertezze?

(S) Solo chi è povero sa di aver bisogno di ricchezze. Chi si impoverisce di sé si fa tutto ricco di Dio. Provate a fissare intensamente il crocifisso, vedete l’amore di Cristo per noi...Gesù che si dona a noi...“Gesù”, “Gesù” : è questo stesso nome che ci salva. Basta pronunciarlo nella fede... Gesù, mio amore.

 

Tutti

Cosa voglio mio Gesù? Io voglio amarti, quello che possiedo io voglio darti, senza avere altra paura di quella di offenderti,senza avere altra gioia di quella di adorarti. Voglio perdere tutto per cercarti, voglio lasciare tutto per seguirti, voglio ignorare tutto per conoscerti,voglio dimenticare tutto per ricordarti. Voglio, amabile Gesù, nella piaga profonda del tuo cuore riposarmi e nelle fiamme del tuo amore io voglio bruciarmi. Voglio infine in Te Trasfigurarmi. Morire io per vivere la tua Vita, perdermi in Te mio Dio, per ritrovarmi.

 

Canto e offerta di una lampada al crocifisso di S. Damiano
 

G. Francesco abbandonato da chi lo amava, per quello che aveva e non per quello che era,  abbraccia una vita di condivisione con chi d’amore non conosceva neanche l’esistenza…

(S) …l’emarginato per lui è motivo d’amore,  è motivo di vivere la vita, spendendola per chi n’aveva bisogno…!

3L. Quanta verità c’è in Francesco, quanto amore, quanta lealtà per la propria vita da VIVERE e non da trascorrere passivamente. Quest’uomo voluto e sognato dal mondo, come figlio e sposo, ricco ed elegante, potente e vincitore…

(S)…ha scelto, invece, di essere davvero RICCO di vita, davvero BELLO d’amore, davvero SPOSO della vita…!

3L. E non è stato un eroe di guerra, né un filosofo letterato che affascina, da imitare o da raccontare; è stato solo un  «poverello» che ha scelto il fuori schema del Vangelo dell’amore di Dio per essere felice, per morire sorridendo e rimanere nel cuore del mondo da più di sette secoli… e non ha usato catapulte, cavalli e archi, ma FEDE, SPERANZA e CARITÀ in  una umiltà dettata solo dalla coscienza di essere nel mondo, per il mondo; di esser con gli uomini per gli uomini, di intonare con i suoi gesti lodi al Signore ed evangelizzare la vita per l’esistenza di tutti nell’Amore di Gesù!

(S) E’ vero: abbiamo  bisogno di Gesù. Tanta gente, nelle nostre strade, sente di aver bisogno di quest’Amore, di questa pace… Essere con Gesù, per vivere nello Spirito e ritrovare il Padre.

 

Tutti: Gesù inondami del Tuo Amore, soffia su di me il Tuo Spirito, donami la Tua Sapienza perchè possa riconoscere le Tue opere, perchè possa amarTi incondizionatamente senza alcuna paura, poichè solo in Te è la vita, la gioia, la speranza e la verità. Gesù tendimi la Tua santa mano, perchè possa afferrarla e con gioia e tranquillità possa annunciare la Tua Parola e aiutare gli altri senza pregiudizi, urlando a tutti il mio amore per Te. Gesù stai con me, non mi lasciare mai e non permettere che io mi allontani per false mete che non portano a Te. Gesù Ti amo! Ha sete di Te Signore l'anima mia!

 

 

Canto e offerta dei fiori al crocifisso di San Damiano

 

G. Francesco era davvero molto occupato con Gesù.

 

(S) Gesù portava sempre nel cuore, Gesù nelle labbra, Gesù nelle orecchie, Gesù negli occhi, Gesù nelle mani, Gesù in tutte le altre membra.

 

4L Quante volte, mentre sedeva a pranzo, sentendo o pronunciando lui il nome di Gesù, dimenticava il cibo temporale e, come si legge di un santo, “guardando non vedeva e ascoltando non udiva”. C’è di più, molte volte, trovandosi in viaggio e meditando o cantando Gesù, scordava di essere in viaggio e si fermava a invitare tutte le creature alla lode di Gesù…

(Tommaso da Celano)

Non si finisce mai di conoscere Francesco, e se tu credi che incontrarlo è avvicinarsi a Dio e riempirti della sua onnipotenza e amore, cosa aspetti a prendere il Vangelo tra le mani e ispirarti a lui? Che cosa aspetti a prendere le Fonti Francescane tra le mani e incantarti di lui? E cosa aspetti a conoscere un po’ meglio anche te stesso?

 

(S) Vivere è bello se scegli la vita! L’amore vince, e con Francesco, passando per la croce di Cristo,  «ama, e fa ciò che vuoi...»

 (S.Agostino).

Essere testimoni è un atto di amore, un atto di pace… Francesco, donaci il tuo ardore, donaci la tua forza.

 

Tutti: Tu, Signore, ci guiderai in questo nostro cammino. Tu sei tutto per noi... Dio mio e mio tutto !

 

(S) Ieri...Oggi...E sempre…

 

Tutti: Aiutami Signore ad incontrarTi in ogni uomo, in ogni persona che entra nella nostra vita… O Signore alto e glorioso, illumina il cuore mio. Dammi fede retta...Dammi speranza certa...Dammi carità perfetta… Dammi umiltà profonda, senno, discernimento. Fa’ che io possa sempre servire con gioia i tuoi comandamenti… O Signore, fa’ che l’ardente e dolce forza del tuo amore porti il mio cuore solamente a te, fino a morire per amore dell’amor tuo, come tu moristi per amore dell’amor mio.

 

 
Padre nostro e Canto di adorazione
 
 
Benedizione e reposizione
 

G. E ora, a conclusione, di questo momento di preghiera, vogliamo rivolgere il nostro sguardo al mondo. È lì che incontriamo Cristo. È lì che Cristo ci invia.

(S)  E il mondo vuole solo una cosa: la Pace che è Cristo; la Pace, che è Amore. Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace.

 

Tutti: Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace.

 

(S) Dov’è odio, fa’ che io porti l’amore.

Dove è offesa, che io porti il perdono.

Dove è discordia che io porti l’unione

Dove è dubbio che io porti la fede.

 

Tutti: Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace.

 

(S) Dove è errore, ch’io porti la verità.

Dove è disperazione, che io porti la speranza.

Dove è tristezza che io porti la gioia.

Dove sono le tenebre che io porti la luce.

 

Tutti: Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace.

 

(S) O Maestro, fa’ che io non cerchi tanto:

di essere consolato, quanto a consolare,

di essere compreso, quanto a comprendere;

di essere amato, quanto ad amare.

 

Tutti: Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace.

 

(S) E’ dando che si riceve,

perdonando che si è perdonati,

morendo, che si risuscita a vita eterna.

 

Tutti: Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace.

 

(S)  Ricordate... Quel crocifisso mi parlava, diceva: ripara la mia casa... E io andai.

Anche a noi ci viene detto: ripara la mia chiesa, impegnati nella chiesa e nel mondo.

Nel nostro cuore sta nascendo l’amore... Andiamo...

Ed è dolce sentire tutto questo amore...

 

Canto finale