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AUGURI DI ELENA, DALL'UGANDA Quest'anno gli auguri ci arrivano direttamente dall'Uganda. Un'amica, educatrice della nostra parrocchia S. Antonio di Reggio Emilia, dopo essersi laureata, da alcuni mesi è partita per questo paese dell'Africa, nel quale si fermerà per almeno un anno. Elena Malvezzi, dalla missione dei Comboniani, ci ha spedito i suoi auguri per il 2009. Abbiamo deciso di pubblicarli perché le sue parole esprimono davvero il desiderio di smuovere i nostri cuori per cercare di costruire una fraternità universale per ogni uomo. Dopo gli auguri abbiamo inserito LA VERSIONE DEL SALMO 8 che Elena ha preparato con alcune foto del Paese. Questa preghiera ci aiuti ad iniziare il nuovo anno nella pace.
BUON ANNO A TUTTI … A TUTTI! Che sia un anno buono per noi che siamo nati da una parte del mondo, ma anche per quelli che sono dall’altra parte. Buon anno a tutti quelli che in Italia sono finiti in cassa di integrazione, ai nuovi poveri che non arrivano alla fine del mese, agli immigrati che sono costretti a nascondersi, a quelli che sono poveri di valori e di relazioni, a quelli che si perdono nell’indifferenza e nell’egoismo, agli analfabeti sapienti che sta creando la scuola, alle famiglie in crisi che si stanno disgregando e che vivono una quotidianità di tensioni e ostilità. Buon anno a chi nel mondo è oppresso dall’angoscia delle guerre, dei bombardamenti. A chi sa cosa vuole dire avere davvero fame e a chi vive nella paura di non arrivare alla fine del giorno. A chi è stato rapito e che è tenuto prigioniero. Buon anno a chi è qui con me. Buon anno agli orfani, ai bambini rimasti soli e che devono badare ai fratelli assumendo su di loro l’etichetta di “capo famiglia”; buon anno a quegli uomini che domani mattina saranno sdraiati sulla strada coperti di polvere e impregnati dell’odore dell’alcool; buon anno ai malati dell’ospedale, gravi e meno gravi, ai bambini mal nutriti, a coloro che si portano dietro lo stigma della lebbra o dell’AIDS, a quei bambini che non sanno se diventeranno grandi, a quelle mamme che per salvare i figli non possono allattarli e devono trovare un modo per comprare latte in polvere. Buon anno a quelle donne ingenue che si lasciano convincere e che dopo un solo attimo si ritrovano nel sangue la terribile malattia.
Buon anno a chi è sulla strada per trovare un modo per sopravvivere: a chi vende quel poco che è riuscito a coltivare, ma anche a quei bambini pronti a qualsiasi lavoro, più o meno pulito, e a quelle donne che vendono il proprio corpo e la propria dignità.
Buon anno a chi in silenzio sta lasciano i campi profughi nel tentativo di ricostruirsi una casa e una vita e buon anno ai ragazzi e alle ragazze ritornati dai boschi dopo essere stati rapiti da bambini dai ribelli e che ora devono costruire prima di tutto se stessi.
Proviamo ad augurare buon anno anche a Cony, capo dei ribelli, che sta continuando a distruggere la vita e a rapire bambini e bambine nel vicino Congo: una persona del genere deve stare proprio male e allora è bene augurarle buon anno.
E buon anno al presidente indiscusso dell’Uganda, perché almeno sia lui a mettersi in discussione.
Ma non voglio fare come i telegiornali che dipingono il mondo di nero e che vogliono farci credere che la vita è brutta.
Buon anno da augurare, allora, anche a tutti coloro che non hanno ancora rinunciato alla speranza, a quegli oppressi che si stanno rialzando in piedi.
Buon anno a chi ha voglia di sognare e non rinuncia ad ideali alti. Buon anno ai bimbi e alle bimbe che sono nati da poco, stanno nascendo e presto nasceranno, a quelle famiglie giovani, a quelle che si stanno formando, e a quelle che di anni insieme ne hanno già passati tanti e che hanno ancora voglia di testimoniare valori veri. Buon anno a chi sa accogliere e a chi dedica la sua vita agli altri. Buon anno ai giovani che hanno voglia di rivoluzionare le cose e a quegli anziani che ti raccontano una vita vissuta davvero. Buon anno a chi sa ancora ridere, a chi sa abbracciare, a chi sa mettere la mano sulla spalla di un amico in difficoltà. Buon anno a chi sa usare un giusto punto di vista e a chi rinuncia all’egoismo per la condivisione. Buon anno alle tante persone che nel mondo cercano di vivere facendo del loro meglio, alla ricerca del buono e mossi dal bene. Mi piace pensare che il buon anno di qualcuno non sia per forza a discapito di altri. Mi piace credere di augurare un buon anno a tutti, comprendendo davvero tutti. Buon inizio di questo 2009 e che ognuno di noi possa trovare il suo modo per contribuire alla riuscita di un anno buono per tutti. Elena
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